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Muralto: la casa della polizia se ne va a Minusio - di francescomagi
Politica
Se è vero che a Muralto siamo abituati a vedere cose strane, la guerra di fango attorno al progetto di edificazione della nuova Casa della polizia ha raggiunto l'apice.
Si ricorderà che il Municipio aveva stanziato all'unanimità 10 000 franchi per uno studio di fattibilità a inizio 2009; in seguito – sempre all'unanimità – aveva approvato un credito di 30 000 franchi per lo studio di dettaglio. Con questi fondi, il capodicastero Claudio Franscella (Ordine e Progresso) ha saputo proporre un progetto di ristrutturazione della casa exTamagni (situata dietro il Municipio) ed ha abilmente ottenuto l'approvazione del Municipio di Minusio per portare sul nostro territorio la sede della polizia di Muralto-Minusio. I costi del progetto di 1.2 milioni – alti, dicono alcuni, normali, dicono altri – non sono mai stati veramente il nocciolo della questione. Con questi soldi, Muralto avrebbe potuto risanare uno dei suoi edifici pericolanti e assicurarsi la presenza della polizia sul proprio territorio anche in caso di fusione con Locarno, visto che il progetto era già stato discusso anche con i responsabili a livello regionale (capodicastero Sicurezza e comandante della polizia di Locarno). Le due commissioni del Consiglio comunale (Gestione e Edilizia) avevano inoltre approvato il progetto a grande maggioranza (9 a 4) e c'era quindi da aspettarsi un esito simile in Consiglio comunale.
Ma le cose sono andate diversamente. Poche settimane prima del voto ha avuto inizio un’azione politica mirata di alcuni ben identificati rappresentanti di Ordine e Progresso per affondare il progetto. Tutte le influenze sono state messe in gioco per evitare che si raggiungesse la maggioranza assoluta (16 voti su 30) necessaria. Ogni astensione e ogni assenza era quindi da interpretare come voto contro il progetto.

Pubblicato da francescomagi Venerdì, 30 luglio 2010 @ 23:48:52 BST (66 letture)
(Leggi Tutto... | 5396 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 3)

Sulla proposta di ALVAD al comune di Muralto - di francescomagi
Politica
Ricordiamo di cosa si tratta: l’Associazione Locarnese e Valmaggese per l'Aiuto Domiciliare (entità senza fini di lucro) dispone, grazie alle sue attività, di oltre 6 milioni di franchi. L’Associazione Pro Filia di Locarno dispone di una cifra analoga, frutto della vendita della “Home Sant'Anna” a Locarno. Le due associazioni hanno una certa fretta di investire questi capitali, ma lo possono fare solo nell’ambito di operazioni che rispettino i loro statuti.
Pro Filia, per esempio, intende acquistare degli appartamenti da affittare (in essenza, una normale operazione immobiliare) e utilizzerebbe il ricavato degli affitti per svolgere le proprie attività. Per ALVAD lo scenario non è molto diverso. Per ragioni che ci sfuggono, con tanti terreni disponibili a Locarno, Minusio, Tenero, Gordola o Losone ma anche a Muralto, dove si potrebbe rinunciare alla costruzione di residenze secondarie a favore di un progetto simile, la scelta di ALVAD è caduta precisamente su un terreno che non era in vendita e che appartiene al nostro Comune: quello a ca. 50 m a monte del Cinema Rialto, sulla Via San Gottardo.
La proposta iniziale è sempre ancora sul tavolo, ed è la stessa (assolutamente inaccettabile) che avevamo commentato nel nostro bollettino di dicembre: il Comune cede i 2500 m2 di terreno con i suoi 44 posteggi e la casa a due piani e riceve in cambio 32 posteggi e le aree comuni della nuova edificazione. La maggioranza del Municipio si è espressa chiaramente contro questa proposta.
E’ comunque importante sapere che anche se il Municipio ottenesse un numero elevato di appartamenti invece dei posteggi, questa edificazione non porterà nessunissimo vantaggio al nostro Comune:

• i 10 milioni che – così dicono i promotori (rappresentati dal sindaco, presidente di ALVAD, e da Diego Oliati, presidente di OP) – si porteranno a Muralto, in realtà finiranno immediatamente nelle tasche dei costruttori (che certamente non pagano le loro imposte a Muralto; anzi, un uccellino ci dice che sarà qualcuno di Lugano).

Pubblicato da francescomagi Domenica, 04 luglio 2010 @ 22:42:37 BST (87 letture)
(Leggi Tutto... | 3456 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)

Partito comunista: 13.ma AVS, contro il carbone e referendum LADI - di infopino
Politica
Riceviamo e pubblichiamo:

Il partito comunista sostiene l'iniziativa per la tredicesima AVS della Lega in quanto, nonostante non rappresenti certo la soluzione ai problemi delle pensioni, rimane pur sempre una conquista sociale atta a migliorare le condizioni di una certa fascia della popolazione e che ha visto sempre piú il proprio reddito peggiorare nel corso degli ultimi anni. Un piccolo sostegno agli anziani in difficoltà che non si vedrà di certo negare dal Partito Comunista, da sempre vicino ai bisogni della parte piú umile della società.
Sostegno è dato anche all'iniziativa "per un'AET senza carbone" lanciata dai Verdi e ciò per due ragioni, una ambientale e l'altra sociale: in un chilowattora d'energia elettrica prodotta dalle centrali a carbone si nascondono 950 grammi di CO2. Il progetto per la nuova centrale prevede che tutto l'agente inquinante venga mischiato con il vapore della torre di raffreddamento per poi cadere sotto forma di pioggia sui cittadini di Lünen. Più del 50% dell'energia prodotta andrà inoltre persa, visto che l'impianto non sarà dotato di un sistema di cogenerazione (accoppiamento forza-calore), e così una parte importante dell'energia liberata finirà col riscaldare i fiumi circostanti, siccome le loro acque verranno utilizzate per il raffreddamento della centrale. Dal punto di vista sociale il carbone utilizzato arriva dalla multinazionale RBS Sempra Commodities, che lo fa estrarre in Colombia e in Indonesia, senza alcun riguardo per le denunce circa i diritti sindacali negati in tali paesi e il lavoro minorile.

Pubblicato da infopino Martedì, 11 maggio 2010 @ 10:51:05 BST (108 letture)
(Leggi Tutto... | 2243 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)

Dietro le quinte del potere - di Fantasy
Politica
Ogni anno vicino a Vevey si svolge una riunione segreta tra l'élite economica e politica svizzera. Nessuno ne parla mai. Vediamo di che si tratta.

Da: loradelleresia.blogspot.com/

Tutto quello a cui è legato l’immaginario pubblico della politica - le campagne elettorali, i convegni, le sedute parlamentari, i dibattiti in tivù - sembra indirizzato a legittimare i partiti politici e i loro alfieri come unici rappresentanti di quel potere che, grazie a delle elezioni dette democratiche, si autodefinisce legittimo. Un potere alla luce del sole, di cui sappiamo tutto – vita, morte e miracoli; amanti comprese – ma del quale è lecito chiedersi se davvero comanda e prende autonomamente le decisioni che contano. Non è forse al buio, tra attori non eletti democraticamente – lobby, finanzieri, massoni - che vengono prese le decisioni strategiche per le nostre società?
I cittadini sembrano coscienti della loro mancanza di controllo sull’autorità pubblica. La disaffezione alle urne ne è l’esempio più lampante. Luciano Canfora in un libro in cui indaga sui travestimenti del potere scrive: “la crescente convinzione, tra i cittadini, dell’irrilevanza dell’esito elettorale potrebbe […] discendere dalla convinzione che il personale eletto, quale che sia, non introdurrebbe cambiamenti; potrebbe cioè avere come presupposto – più o meno consapevole – che il potere sia altrove, al riparo dalle increspature quotidiane e rumorose della “politica”[1]. La politica appunto fa rumore, le decisioni importanti, spesse volte, vengono prese nell’ombra in qualche palazzo ottocentesco, nei salotti buoni degli incontri informali. La politica è il teatro, ma è dietro le quinte che si decide ciò che deve andare (o meno) in scena. Potere visibile e potere invisibile.


Pubblicato da Fantasy Sabato, 13 marzo 2010 @ 12:30:03 GMT (207 letture)
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Parlano di ''libertà'' ma poi sostengono le dittature (video) - di maxarifay
Politica
In quanto membro della Segreteria del Partito Comunista sono allibito e offeso dalle affermazioni dell'editore italiano Leonardo Facco, un esponente della destra ultra-liberista che su YouTube aggredisce i comunisti ticinesi con epiteti del tipo: "squadristi" e "squallidi luridi personaggi" che "grondano di sangue".
Leonardo Facco ci insulta poiché abbiamo contestato, con una segnalazione al Ministero Pubblico della Confederazione e con un appello pubblico promosso dal nostro movimento giovanile, la presenza in Svizzera, su invito proprio dell'Associazione Liberisti Ticinesi, di José Pinera, ministro del governo dittatoriale e fascista di Augusto Pinochet in Cile, uno dei regimi militari più sanguinari e repressivi della recente storia latinoamericana.
L'estremismo di questo gruppuscolo di ultra-liberisti ha passato però il segno: già è indecente che per esporre le proprie idee antisociali si debba per forza sdoganare un complice di Pinochet cercando di banalizzarne il ruolo, ma è assolutamente intollerabile che si scateni con tanto livore una campagna anti-comunista con questi toni, maleducati, arroganti e aggressivi tramite video on-line e messaggi e-mail.
Il Partito Comunista ticinese non ha niente di cui rimproverarsi: abbiamo infatti semplicemente svolto il nostro ruolo di antifascisti conseguenti! Pinera ha ricoperto un'alta funzione politica nel regime fascista cileno, ne ha condiviso il golpe militare e i metodi violenti, ha collaborato a un quadro istituzionale basato sui crimini contro l'umanità e oltre a ciò ha varato riforme anti-sindacali e ha distrutto il principio di solidarietà intergenerazionale fra i lavoratori giovani e anziani. Smascherarlo alla cittadinanza era nostro dovere, così come lo era quello di segnalare alle autorità giudiziarie la sua eventuale relazione con le sparizioni di esseri umani e i fenomeni di corruzione che hanno caratterizzato il regime di cui faceva parte.

Pubblicato da maxarifay Giovedì, 28 maggio 2009 @ 07:35:40 BST (1063 letture)
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Zoo Al Maglio: il problema passa alle Camere federali - di infopino
Politica
Riceviamo e pubblichiamo:

In merito alla votazione e alla conseguente presa di posizione del Parlamento sullo zoo di Magliaso, ATRA e CDA, promotori della campagna per la riconversione di questa struttura, avrebbero ovviamente preferito vedere accolta la mozione presentata il 4 giugno 2007 dal deputato Bill Arigoni. Prendiamo però atto che la mozione è stata respinta per ragioni giuridiche (lo stesso proponente Arigoni era cosciente che non ci sarebbe stato spazio per un si’).
Il deputato ticinese (da anni, con noi,  in prima fila nella critica a questa struttura) ha sollevato temi, fatto proposte e posto domande che rispecchiano completamente la nostra posizione.
Notiamo pero' molto positivamente le considerazioni contenute nel rapporto delle Commissione della legislazione (redatto da Alex Pedrazzini) che hanno ripreso e di fatto legittimato molte delle nostre istanze, in particolare per quanto riguarda la tutela della dignità degli animali, l'aspetto diseducativo e la non valenza scientifica dello zoo al Maglio: di fatto lo zoo in questione viene giudicato legale ma inopportuno. Il Parlamento si spinge anche oltre prendendo in considerazione (e testualmente auspicando) la nostra proposta di riconversione dello zoo di Magliaso: "Facciamo nostro l'auspicio secondo il quale sarebbe buona cosa che il Governo, agendo di concerto coi proprietari della struttura, riuscisse a medio termine a far si che l'odierno zoo fosse riconvertito gradualmente affinché vi vengano accolte solo razze animali alle quali si possa garantire vera dignità e non semplice dignità di facciata.  Quale primo passo - e questo è il desiderio espresso dal mozionante - potrebbe esserci quello di giungere ad una rinuncia progressiva delle importazioni/vendite e delle nuove nascite, così da riconvertire serenamente la struttura in questione".
Sarebbe buona cosa se i proprietari dello zoo ne prendessero atto.

Pubblicato da infopino Mercoledì, 18 febbraio 2009 @ 17:07:19 GMT (666 letture)
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SISA e libera crcolazione: un sì detto fra i denti - di infopino
Politica
Riceviamo e pubblichiamo:

Quando nel 2004 si votò per l'ultima volta sul diritto alla libera circolazione delle persone si faceva paura alla gente con la presunta "invasione" degli idraulici polacchi. L'invasione non c'è stata! Oggi invece dovremmo temere l'invasione di lavoratori bulgari e rumeni e dunque rifiutare l'estensione della libera circolazione a questi due nuovi Stati membri dell'UE facendo finta di non sapere che un posto di lavoro su tre nel nostro Paese dipende dalle relazioni bilaterali con l'Europa. Gli stessi livelli salariali elvetici sono nettamente influenzati delle relazioni economiche che il nostro Paese intrattiene con l'UE.
Per il SISA l'adesione tout court della Svizzera all'Unione Europea porrebbe dei problemi sia dal punto di vista dei diritti politici sia dal punto di vista delle scelte economiche e sociali. Ma proprio per evitare di correre verso un'integrazione europea senza condizioni siamo costretti a proseguire sulla via degli accordi bilaterali. Rifiutarli significherebbe ritornare alla trattativa con Bruxelles con probabilmente una più debole capacità  contrattuale.
Non condividiamo e non commentiamo i toni xenofobi della destra populista che strumentalizza le difficoltà  sociali ed economiche dei lavoratori svizzeri per renderli ostili ai lavoratori stranieri favorendo in questo modo una "guerra fra poveri". Ci limitiamo a ribattere, a chi prospetta orde di criminali stranieri (che non sono certo peggiori dei criminali svizzeri!) entrare nel nostro Paese, che i malviventi possono già  entrare in Svizzera con un normale visto turistico e che ciò non ha niente a che vedere con la votazione dell'8 febbraio!

Pubblicato da infopino Martedì, 03 febbraio 2009 @ 01:07:17 GMT (646 letture)
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Barack Obama presidente degli Stati Uniti d'America - di infopino
Politica
Barack Obama è diventato oggi il 44° presidente degli Stati Uniti d'America, il primo afro-americano della storia. Quello di seguito è il discorso pronunciato a Washington dopo il giuramento.

"Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.
Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l'America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.
Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.
E' ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.

Pubblicato da infopino Martedì, 20 gennaio 2009 @ 15:42:31 GMT (531 letture)
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Deleghe di spesa ai Municipi : la festa è finita ( o quasi)... - di ghiro
Politica
Dall’anno prossimo i Municipi si vedranno ridurre le possibilità di spendere soldi senza il preventivo consenso dei Consigli comunali. Si tornerà quasi alla situazione esistente prima del 2000. Questo ritorno al passato è una delle novità più interessanti, e a mio avviso molto positiva, della revisione della Legge organica comunale (LOC) approvata nel maggio scorso dal Gran Consiglio e la cui entrata in vigore è fissata al 1. gennaio 2009.
Nell’ambito di una precedente revisione della LOC effettuata 9 anni or sono, il Parlamento ticinese aveva accolto la proposta del Consiglio di Stato di concedere ai Comuni che lo volevano la possibilità di introdurre una delega decisionale a favore dei Municipi per determinate spese (in materia di investimenti, opere pubbliche, progettazioni, acquisizioni, donazioni, successioni, permute, affitti, locazioni alienazioni ecc.) che fino ad allora erano di esclusiva competenza dei Legislativi. L’importo massimo di tali deleghe era limitato a una certa somma per singolo oggetto: somma che variava da Comune a Comune a dipendenza dell’importanza del bilancio. In base a direttive emesse nel 2000 dalla Sezione degli enti locali, l’importo massimo della delega decisionale per singolo oggetto ammontava a 20'000 franchi per i Comuni fino a 1'000 abitanti, 40'000 franchi per quelli da 1'000 a 5'000 abitanti, 60'000 franchi per quelli da 5'000 a 10'000 abitanti e 100'000 franchi per quelli oltre i 10'000 abitanti. Tali direttive, si noti bene, non prevedevano alcun limite massimo annuale per la globalità delle singole spese decise autonomamente dal Municipio. I Comuni non erano obbligati a introdurre queste deleghe decisionali: laddove ciò avveniva, la decisione di fissare il “tetto” di spesa per singolo oggetto (entro i limiti massimi summenzionati) - o eventualmente di fissare un importo massimo annuale – spettava al Legislativo tramite  regolamento comunale.

Pubblicato da ghiro Domenica, 30 novembre 2008 @ 11:25:58 GMT (727 letture)
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Pensioni e droghe leggere: le raccomandazioni del SISA - di infopino
Politica
Riceviamo e pubblichiamo:

Per le votazioni popolari del prossimo 30 novembre 2008 il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) invita a votare come segue: Sì all'iniziativa "per un'età di pensionamento flessibile", questo anche in un'ottica di resistenza a chi vuole mettere in discussione i diritti sociali. L'iniziativa permette di fatto anche alle classi sociali medie e basse di andare in pensione anticipata e tale parità di possibilità ci sembra di fondamentale importanza. Tuttavia il SISA ritiene che la soluzione reale al problema delle pensioni sia quello di unire primo (AVS) e secondo pilastro (LPP) potenziando il modello dell'AVS che si basa sulla solidarietà e non sulla capitalizzazione, recuperando quindi il discorso dell'iniziativa popolare "per delle pensioni popolari" bocciata in votazione negli anni '70.

Pubblicato da infopino Domenica, 16 novembre 2008 @ 06:04:08 GMT (708 letture)
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