|
Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.
|
|  |
|
AGIE: il governo non agisce e gli operai soffrono - di maxarifay
|
|
La crisi economica continua ad essere pagata dai lavoratori! E' questo
il dato politico vero che risalta dall'ultima notizia riguardante i licenziamenti
all'AGIE di Losone. Ed è su questo punto che la politica non sa e non
vuole dare risposte, forse perché la maggior parte dei partiti oggi è legata
al grande capitale e fa i suoi interessi prima di quelli della maggioranza della
popolazione e dei lavoratori! Basti pensare che nel Consiglio d'Amministrazione
dell'azienda siede l'ex-consigliere federale ticinese Flavio Cotti.
Se è inutile ribadire l'importanza dell'AGIE per Losone e in generale
per l'economia ticinese, il Partito Comunista ripete la richiesta a Laura Sadis
di intervenire con forza affinché non solo in tempo di crisi sia vietato
licenziare personale (per di più senza un chiaro piano sociale e rifiutando
l'ipotesi dell'orario ridotto), ma che qualora la multinazionale avesse in mente
di chiudere gli stabilimenti per speculazione ciò venga impedito in ogni
modo con buona pace del "libero" mercato che sta dimostrando di essere
fonte di iniquità esasperate che stanno portando troppe famiglie nella
povertà! Che il Gruppo Georg Fischer abbia infatti già deciso che
si libererà o dello stabilimento di Losone o di quello di Meyrin pare
ormai un segreto di pulcinella!
|
Pubblicato da maxarifay Mercoledì, 09 settembre 2009 @ 05:50:52 BST (521 letture)
(Leggi Tutto... | 2274 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
Privatizzazioni: si revochi l'accordo sui servizi - di MarcoRudin
|
|
A seguito della fine dello sciopero alle Officine di Bellinzona (officine.unia.ch)
e dell'inizio di difficili trattative e dopo aver e letto e sentito un'alzata
di voci e di spade che dichiarano che le officine sono solo la punta dell'iceberg,
si sta delineando un'alleanza che chiede che, ancora prima
delle elezioni comunali del 20 aprile 2008, i comuni della Svizzera italiana
si distanzino con decisione dall'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC)
e dall' Europa per quanto riguarda l'accordo generale della commercializzazione
dei servizi (AGCS, GATS General Agreement on Trade in Services) ed aderiscano
al più presto alla zona fuori GATS.
horsagcslogo.chez-alice.fr,
svizzera.attac.org,
hors-agcs.ch ,
stoppgats.ch,
svizzera.attac.org,
seco.admin.ch e
fr.wikipedia.org
La procedura è geniale, efficace e semplice: i Municipi ed i Cantoni
si dichiarano simbolicamente fuori dal controllo dell' Organizzazione Mondiale
del Commercio per quanto riguarda la privatizzazione dei servizi (GATS) ed
adottando dei semplici provvedimenti.
|
Pubblicato da MarcoRudin Mercoledì, 16 aprile 2008 @ 01:07:38 BST (869 letture)
(Leggi Tutto... | 6651 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
Mio padre mi ha sempre parlato dell’importanza
di avere una buona reputazione. “La
reputazione”, mi diceva, “si costruisce poco a poco nell’arco
di molti, molti anni, ma sta’ attento perché la puoi perdere in
un minuto.” Ciò lo sanno molto bene le banche internazionali che
stanno facendo miracoli, in questi momenti così difficili, per far fronte
ai propri impegni con i loro creditori, ossia con i loro clienti.
Sì,
i clienti, perché gli azionisti sono già stati traditi da cadute
che arrivano fino al 70% del valore delle loro azioni. Molto simile a quella
della reputazione è la situazione della fiducia. Mi fido di te fino
al giorno in cui sgarri e poi starò ben attento prima che ciò mi
succeda di nuovo. Tutte le operazioni bancarie sono fondamentalmente un atto
di fiducia.
Quando depositiamo denaro in una banca siamo fiduciosi che manterrà la
promessa di custodirlo e di ritornarcelo quando ne avremo bisogno; la posizione
della controparte è meno sicura, perché la banca, prima di concederci
un prestito, ci chiede di dimostrare di essere solvibili e di dare delle garanzie
per essere sicura di non perdere i suoi soldi. Una situazione un po’ ingiusta,
non vi sembra? Da un lato paghiamo alti tassi di interesse perché per
la banca rappresentiamo un rischio e dall’altro le banche ci pagano tassi
bassi e dobbiamo fidarci di loro senza aver la copertura data dalle garanzie.
|
Pubblicato da francescomagi Sabato, 05 aprile 2008 @ 11:52:47 BST (642 letture)
(Leggi Tutto... | 4839 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4)
|
|
Le riserve mondiali di grano coprono 10 settimane
di consumo
Dal 2001 ho raccomandato la compera di terre agricole come diversificazione
di investimento, in vista di una potenziale crisi alimentaria.
Il problema
attuale é che
molti operatori ed investitori sono troppo confusi dalla crisi bancaria e creditizia
per avvedersene. È possibile che in molte aree la domanda abbia cominciato
a superare i limiti naturali dell’offerta. Se, come credo, siamo entrati
in un’epoca di carestia, le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili.
L’economia
globale può affrontare il problema del petrolio, ma il corpo umano non
può sopravvivere senza alimenti. Basta rivedere la storia per ricordarsi
che la maggior parte delle sommosse e delle rivoluzioni hanno per lo meno un
comune elemento catalizzatore: la mancanza di alimenti.
Il mondo ha solo dieci
settimane di scorte di grano. Se una delle principali regioni produttive del
mondo soffrisse problemi come è stato il caso negli anni scorsi le conseguenze
sarebbero gravissime e il mondo tornerebbe a vivere lo spettro della fame.
Lo scorso anno, una domanda in aumento, una estesa siccità, degli acquisti
speculativi e numerosi altri fattori hanno provocato un rialzo del 40% dei prezzi.
L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle
Nazioni Unite (FAO) prevede che quest’anno alcune regioni povere vedranno
crescere di più di un terzo la fattura delle loro importazioni di cereali.
Il Programma per l’Alimentazione Mondiale della ONU (WFP), che fino ad ora
si era concentrato nell’invio di alimenti nei luoghi dove scarseggiavano,
ora subisce richieste di aiuto da regioni dove il problema è rappresentato
dal prezzo degli alimenti, non dalla loro disponibilità.
|
Pubblicato da francescomagi Mercoledì, 02 aprile 2008 @ 01:34:23 BST (896 letture)
(Leggi Tutto... | 11463 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 4)
|
|
|
Officine FFS: dai manager una nuova sberla ai Ticinesi - di infopino
|
|
Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo essere stato toccato personalmente da una ristrutturazione dell’ente
federale per il quale lavoravo, non posso che essere solidale con i lavoratori
delle Officine FFS e le loro famiglie. Sono in un bar: leggo le cronache con
le interviste a politici e lavoratori, mentre alla Televisione passano i relativi
servizi filmati. La partecipazione dei protagonisti è chiaramente percepibile.
Con le parole è possibile anche mentire, ma non i volti: questa volta
anche la trepidazione e la solidarietà dei politici sono vere. Rifletto
e la mia commozione diventa rabbia… Ma come? la privatizzazione e la liberalizzazione
non dovevano aprire nuove prospettive economiche portatrici di benefici per tutti?
Ci hanno promesso che il 100% del capitale azionario delle regie federali
mantenuto dalla Confederazione avrebbe garantito il rispetto degli interessi
pubblici. Mamma Elvezia presenta utili di oltre 2 miliardi e … per non
registrare “cifre rosse” permette alle sue imprese, figlie predilette
testimoni ultracentenarie della propria storia e dei propri valori, di licenziare
dei loro onesti collaboratori, tanto competenti e produttivi? Come è possibile
che qualcuno decida di chiudere unità che hanno fortemente migliorato
la loro produttività e la competitività, annientando gli investimenti
fatti e le competenze acquisite in questi anni? Tutto questo proprio in un Cantone
che, come gli abitanti ed i contadini di Camorino, Pollegio, Sigirino e Faido
toccati dai Cantieri Alp-Transit ben sanno, è stato ed è tuttora
chiamato a pesanti tributi alla ferrovia in termini di territorio e di disagi?
Il buon senso suggerisce che la scelta Svizzera (peraltro ora seguita anche dall’Europa)
di decongestionare le strade trasferendo il trasporto merci dalla gomma alla
rotaia dovrebbe creare premesse favorevoli allo sviluppo di una Società come
la FFS Cargo…
|
Pubblicato da infopino Mercoledì, 12 marzo 2008 @ 01:20:00 GMT (496 letture)
(Leggi Tutto... | 4926 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
Da un fisco ottuso a imposte intelligenti: la fiscalità ecologica - di Giorg
|
|
Il fisco in Svizzera - come altrove - è organizzato mediante due canali:
le imposte dirette e quelle indirette. L’imposta diretta sul reddito si
caratterizza poi per il sistema progressivo delle aliquote (chi guadagna di più paga
con un’aliquota superiore), il che ha un importante effetto redistributivo
della ricchezza. Questo, detto fra parentesi, non piace a tutti i ricchi, che
preferirebbero la flat tax, imposta ad aliquota unica, proposta dal PLR, e peggio
ancora l’imposta degressiva (aliquota inferiore per i redditi alti) proposta
dai reaganiani selvaggi di Obwald. Questo sistema fiscale, attuato alla fine
dell’Ottocento e nel Novecento, è considerato equo e democratico.
Ma secondo i Verdi non è particolarmente intelligente, perché non
permette allo Stato di orientare razionalmente l’economia.
Infatti, esso assicura allo Stato un gettito con il quale finanziare le sue
attività,
che servono, o dovrebbero servire, al bene comune. Siccome il costo di tali attività aumenta
regolarmente, allo Stato interessa solo che il gettito aumenti e che, per questo,
l’economia cresca, e poco importa come. Il PIL può aumentare perché si
vendono più automobili inquinanti, o perché si diffondono le energie
alternative, o entrambi.
|
Pubblicato da Giorg Giovedì, 18 ottobre 2007 @ 01:37:07 BST (673 letture)
(Leggi Tutto... | 5027 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
Cés (Chironico): l'odissea di un'azienda agricola d'alta quota - di Giorg
|
|
Anche la scorsa estate, ho avuto il privilegio di passare qualche settimana ospite
della Bio-Fattoria di Cés*, sui monti di Chironico, a oltre 1400 m s/m.
Il villaggio, le sue secolari case leventinesi, sotto le pendici del Pizzo Forno,
l’ampio terrazzo glaciale verde e soleggiato, è un luogo magico
che mi ha colpito al cuore oltre trent’anni fa. E i miei anfitrioni, Christian
e Sabine Marent-Schniepp, titolari dell’azienda da quando nel 2001 l’hanno
presa in affitto dalla Fondazione Rinascita di Chiesso, sono fra le persone più care,
disponibili, serie che ho avuto la ventura di incontrare. Così, l’estate
a Cés passa gradevolmente, fra la lettura amena di un romanzo di Camilleri,
quella piodosa di un messaggio del Consiglio di Stato, una giornata a rastrellare
fieno, una gita a Olina, Dörr o Cala, una passeggiata per accompagnare le
mucche al pascolo. L’orso del Pizzo Era non è arrivato fin qua.
Una volta tutto il pianoro era lavorato, come mostrano le foto aeree degli anni
Cinquanta. Quarant’anni fa l’agricoltura è stata progressivamente
abbandonata. Ma negli anni Ottanta, due pionieri, Walter e Susi Lobsiger, nel
quadro della citata Fondazione, hanno creato le basi di un’azienda agricola
piccola, ma vitale, riprendendo lo sfalcio dei prati e vivendo tutto l’anno
sul monte.
|
Pubblicato da Giorg Martedì, 16 ottobre 2007 @ 12:17:36 BST (1296 letture)
(Leggi Tutto... | 6885 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 5)
|
|
|
Urla e grida. Lo stile di leadership che fa male anche all’azienda - di BDO
|
|
E' stato pubblicato negli scorsi giorni la denuncia
di un'impiegata di un
grande magazzino che lamentava le difficoltà date dal rapporto con un capo
arrogante e maleducato. Qualche anno fa m'imbattei in un testo che
descriveva, in un modo che definirei magistrale, le caratteristiche del "Capo
ottuso" e i problemi che sorgono per un'azienda o per qualsivoglia organizzazione
del lavoro quando a dirigerla sono individui del tutto inadeguati a svolgere
tale compito. Mi permetto di riproporlo (con alcuni tagli) invitando i capi,
i quadri dirigenti, i dirigenti, di non importa quale realtà lavorativa,
a leggerlo e a riflettere sul proprio ruolo, sulla propria funzione in ordine
agli interessi dell'azienda per cui lavorano, sullo stile relazionale che
contraddistingue i rapporti con i propri subalterni.
Urlare, gridare, ringhiare. Avere sempre ragione, non delegare, ignorare
ogni comunicazione. E’ questo il ritratto di un capo ottuso
Una delle più grosse iatture che possano capitare al
manager/professional (e capita abbastanza spesso) è finire alle dipendenze
di un capo
ottuso o che si comporta - sempre o in prevalenza - come tale. Perché questa
incresciosa situazione è così frequente? Perché con il
consolidarsi del business la gerarchia prima si assesta e poi si cristallizza,
trasformandosi in un’entità autoreferenziale che tende a sottrarsi
a qualunque valutazione di tipo qualitativo.
|
Pubblicato da BDO Giovedì, 27 settembre 2007 @ 18:07:06 BST (1007 letture)
(Leggi Tutto... | 9891 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 4)
|
|
|
Agricoltura svizzera: libero mercato o sovranità alimentare? - di Giorg
|
|
Da almeno un decennio, l’agricoltura svizzera, ossia la fonte di una parte
importante della nostra alimentazione, è sotto pressione. Nel frattempo,
migliaia di aziende agricole hanno dovuto chiudere i battenti e il ceto agricolo,
quello che per la Costituzione federale doveva essere tutelato e mantenuto forte, è caduto
a percentuali insignificanti della popolazione. L’ondata neoliberista degli
anni 80 e 90 è la responsabile di questa e-/involuzione, promossa dall’Organizzazione
mondiale del commercio (OMC/WTO), dall’Unione europea e dal governo federale,
supinamente fedele al verbo neoliberale di questi enti soprannazionali, per i
quali l’alimentazione è una merce come le altre, da sottoporre sul
mercato mondiale al libero gioco dell’offerta e della domanda.
Ma la domanda di alimentazione non è qualcosa di elastico che può aumentare
o diminuire a piacere. Gli esseri umani hanno bisogno di una dose sostanzialmente
fissa di proteine, carboidrati e lipidi. Se il mercato ne offre di più,
non possono consumare oltre i limiti dell’obesità, in caso contrario
tirano la cinghia e soffrono la fame. Come dice la canzone: “A mangià poch,
se diventa fiacc, se borla là”.
|
Pubblicato da Giorg Giovedì, 27 settembre 2007 @ 01:41:54 BST (664 letture)
(Leggi Tutto... | 5272 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)
|
|
|
Quando il bullismo è degli adulti: il caso di una cassiera e del suo capo - di infopino
|
|
Malgrado sia stato inviato in forma anonima, in via
eccezionale, pubblichiamo il seguente testo di denuncia quale testimonianza
delle difficoltà che
si possono verificare sul posto di lavoro quando una ditta, una società,
un'impresa, non seleziona con attenzione il proprio personale, nel caso con
funzione dirigente, e lascia quindi che il soppruso, la prepotenza e la sopraffazione
(un problema molto diffuso e non solo, quindi, all'interno delle aule scolastiche!),
regolino i rapporti tra dirigenti e subalterni, con il conseguente, inevitabile,
grave danno per l'immagine dell'azienda stessa e la qualità di
vita di tutti i dipendenti. Per tutelare l'anonimato dell'impiegata abbiamo
omesso d'indicare il nome del grande magazzino per cui lavora.
Sono tanti anni che lavoro presso *** di Lugano, ma da quando é stata
assunta la capocassiera, tutto é cambiato. Ha un carattere molto forte
e spesso richiama i collaboratori con prepotenza e autorità anche davanti
ad altri e soprattutto ai clienti, i quali si sono spesso meravigliati del
fatto di come questa persona sia ancora lì e nessuno abbia fatto mai nulla.
Capisco che per un superiore bisogna farsi rispettare, ma non é questo il modo.
Se si ha qualche problema, si richiama la persona in un luogo appartato e le
si spiega il problema, ma a volte anche questo non basta. Ho visto gente, anche
la sottoscritta, uscire dall'ufficio piangendo perché il suo tono non
era quello di una persona che vuole fare osservazioni, era quello di imporre
le proprie regole senza mai tradirle.
|
Pubblicato da infopino Giovedì, 20 settembre 2007 @ 15:32:11 BST (987 letture)
(Leggi Tutto... | 2425 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 4)
|
|
|  |
|