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Da sempre la giustizia è rappresentata dalle leggi che tutelano la maggioranza
che le ha votate. È pertanto logico dedurre che la legge sta sempre
dalla parte del più forte e non necessariamente dalla parte della ragione!
Quello che ci deve preoccupare non è quanto appena asserito, bensì il
fatto che le leggi vengano gestite ed interpretate in modo assolutamente soggettivo:
in funzione del luogo, in funzione del momento, in funzione del soggetto, in
funzione del difensore, in funzione del Giudice.
Partiamo dal luogo e dal momento, … in
Svizzera, fino a qualche anno fa, la “bricolla” era vista quasi
di buon occhio mentre che in Italia il contrabbandiere che veniva preso con
la bricolla era punito duramente. Il soggetto è altresì determinante:
se chi commette un reato è una persona di “buona famiglia” oppure
un personaggio importante, viene punito (se viene punito) meno severamente
che non un “povero diavolo”. Il difensore è certamente
la pedina più importante che può fare o non fare la differenza.
Basti pensare a due persone che nemmeno si conoscono e che rubano, ognuna,
fr. 1'000.- dalla stessa cassa di un supermercato nello stesso istante e vengono
entrambi arrestati all'uscita del supermercato. Uno dei due ladri ha uno dei
migliori difensori sulla piazza e l'altro ha un difensore d'ufficio, … palesemente
vi saranno due condanne differenti, … è giusto?
Il Giudice, infine, è colui
che deve elaborare (purtroppo in modo soggettivo) le informazioni che gli vengono
fornite dall'accusa e dalla difesa e, in funzione dell'umore che ha in quel
giorno e della simpatia o meno che possa provare nei confronti dell'accusato,
prende delle decisioni che determinano, a volte, la vita delle persone in causa.
Questa
premessa per aprire un dibattito sulla giustizia, … ora continuerò con
il “giustizialismo” parlando del mio caso specifico. Sono stato
arrestato ed accusato di un crimine infamante quale il traffico e lo spaccio
di cocaina e, in seguito, condannato in prima istanza a 4 anni e sei mesi da
espiare. Inutile dire che non ho commesso i reati ascrittimi e, per dimostrarlo,
ho creato un sito giustizialismo.ch sul
quale ho pubblicato tutti i documenti (in mio possesso) che riguardano il processo
in questione.
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Pubblicato da castigamatti Domenica, 04 luglio 2010 @ 22:48:39 BST (91 letture)
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Rotalinti: per l'omicidio di Damiano una giustizia equa, non il Medioevo - di sidney
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A Tutta la stampa della Svizzera italiana
Cari colleghi, Questa notte, mentre smaltivo le emozioni forti del funerale
di Damiano, a caldo, ho scritto questa modesta riflessione che mi permetto
presuntuosamente di proporre anche come "lettera ai direttori" di
quelle testate che la ritenessero in qualche modo un utile contributo alla
diffusione di quella cultura della vita di cui parlava ieri
l'on. Luigi Pedrazzini. Tengo in modo particolare ad essere letto dagli adorati
colleghi e amici de La Regione. Mi interrogo
sul significato dell'espressione - più volte richiamata in questi giorni -
ove si dice che si vogliono "sentenze esemplari" dalla giustizia
penale. Credo che dobbiamo fare un grande atto di responsabilità verso
il Paese dando un significato corretto alla parola "esemplari",
che non deve voler dire un ritorno al Medioevo o alle occupazioni
naziste. Voglio dire che le sentenze non dovranno necessariamente essere esemplari
per severità. In uno Stato di diritto fondato sulla ragione e sull'indipendenza
dei poteri, nel nostro adorato Paese, la parola "esemplari" ha
sempre significato "condanne esemplarmente significative perché comminate
a imputati realmente colpevoli (e possibilmente pentiti delle loro azioni) al
termine di un esemplare lavoro di accertamento delle responsabilità dei
singoli autori da parte della Magistratura e la Polizia e al termine
di tre diversi gradi di giudizio ove sono stati garantiti in ogni modo i
diritti degli accusati" (Primo fra tutti il diritto a non essere
linciati da folle inferocite prima di un giusto processo condotto da giudici imparziali
secondo le regole della procedura...).
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Pubblicato da sidney Giovedì, 07 febbraio 2008 @ 10:12:46 GMT (685 letture)
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L'arbitrio del giudice, la gioia dell'apparato, il silenzio degli ipocriti II - di BDO
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I fatti sono sicuramente ed ormai noti ai più che hanno seguito la
vicenda dalle pagine di questo portale. Un signore anziano, in precarie condizioni
di salute, in un’afosa notte d’estate si sente molto male, chiama
il medico di picchetto che lo invita a prendere un antidolorifico. A quell’ora
della notte, a suo giudizio, non può fare di più. L’indomani
l'anziano viene però ricoverato per 11 giorni in ospedale dove sarà sottoposto
a importanti cure farmacologiche. Parte una denuncia alle autorità sanitarie
e penali contro il medico di picchetto. Le autorità cassano, in quanto insussistenti,
le motivazioni all'origine della denuncia. L' anziano viene quindi a sua volta
denunciato dal medico per diffamazione. Il magistrato inquirente ritiene fondata
la denuncia
ed emana un decreto d’accusa.
Contro di esso l’anziano presenta però opposizione. Questa parte della
vicenda epilogherà quindi davanti ad un giudice.
Fin qui la scarna cronaca, che in sé - con tutto il rispetto
per gli attori e le singole sensibilità o percezione dei fatti
stessi - non avrebbe nulla di eccezionale o di particolare nella linearità con
cui si è svolta e direi, in fondo, neppure negli esiti prodotti.
Nella documentazione ricevuta, quale redattore di InfoPINO, da Fioravera ha
attirato però la
mia attenzione “l’avviso” emesso dalla
Commissione di vigilanza sanitaria del DSS e risultato sfavorevole al Fioravera stesso.
In particolare mi ha colpito il nome di colui che lo ha sottoscritto quale
presidente della Commissione e che il dottor Liguori ha impropriamente definito,
nella diffida inviata
al portale InfoPINO, come “un Avvocato indipendente”.
Si tratta di Mauro Ermani, giudice del Tribunale penale cantonale, del quale
- è corretto
segnalarlo - ho già avuto modo di scrivere nel
recente passato dalle colonne di questo portale.
Ma perché questo “appunto” sul ruolo del giudice Ermani,
membro e presidente della Commissione che ha archiviato la denuncia al dottor
Liguori da parte di Fioravera?
Beh, per un semplice quanto inquietante
motivo.
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Pubblicato da BDO Lunedì, 07 gennaio 2008 @ 04:18:47 GMT (630 letture)
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Governo, quinto giudice al TRAM: sì, ma non basta! - di ghiro
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Nei giorni scorsi, nella vertenza relativa al moltiplicatore comunale di Losone
,il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) ha accolto un mio ricorso per
carente motivazione della decisione del Consiglio di Stato, rinviandogli il
caso per nuovo esame. Tutto da rifare, insomma ! La sentenza è una conseguenza
logica a un'ingiustizia, ma a ben guardare fa sorgere qualche interrogativo di
natura politico-giudiziaria, e ciò alla luce anche del messaggio
governativo n. 5994 del 13 novembre 2007, che propone di adeguare la legislazione
cantonale alle esigenze del diritto federale (obbligo di istituire un Tribunale
superiore in maniera generalizzata nel campo del diritto amministrativo) e
che intende potenziare il TRAM con l’aggiunta di un quinto giudice e
di un nuovo vicecancelliere.
Se da un lato sono certamente benvenute queste
riforme che mirano a tutelare i diritti dei cittadini, dall'altro non ci si
deve illudere che i problemi dell'apparato giudiziario ticinese (nell'ambito
del diritto pubblico) si circoscrivano al TRAM. Anzi! L'esempio del mio caso
dimostra proprio il contrario. Certo,
la necessità di aumentare il numero dei giudici del TRAM è indiscutibile
( facendo un confronto con gli altri Cantoni ci vorrebbero non 5 bensì almeno
6 giudici), ma ogni potenziamento potrebbe risultare vano senza una visione
d'insieme del problema... Occorre insomma creare le “condizioni quadro” per
una giustizia più efficiente, ed è proprio ciò che il
Governo ha evitato di compiere nel messaggio n. 5994.
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Pubblicato da ghiro Sabato, 05 gennaio 2008 @ 13:52:10 GMT (547 letture)
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Fioravera: la mia risposta al dottor Vincenzo Liguori - di infopino
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Riceviamo:
In risposta alla cortese richiesta del dott. Liguori e per
amor di verità, dato che l'illustre personaggio continua a darmi
del bugiardo, e a richiedere ben 100.000.- frs di danni, da destinarsi
magari alle vittime di Medici poco rispettosi dei loro doveri, vi pregherei
di pubblicare la mia lettera al Consiglio della Magistratura, in merito all'inchiesta
che ha fatto
seguito alle mie denunce e in merito alla decisione della Commissione di
vigilanza sanitaria, presieduta da un avvocato indipendente,(mah?!). Vedansi
gli allegati e, tanto per chiarire meglio i personaggi e le circostanze di
questa telenovela, di render noti anche i documenti inoppugnabili relativi
al mio ricovero, alle condizioni del ricovero stesso e al seguito. Se
mi è permesso
un consiglio, egregio dottore: mai vendere la pelle dell'orso ecc... non troverà in
eterno chi Le passa per buono il suo senso di " scienza e coscienza".
e pubblichiamo:
L'azione congiunta della Magistratura Inquirente, SPP, dell'Ordine dei Medici,
e della Commissione di vigilanza Sanitaria, ha permesso di smascherare un mariuolo.
Qualcuno ricorderà la
vicenda, che fece un po' di scalpore a fine giugno 2005 in Ticino,
dell'anziano che denunciò di esser stato, in una notte di'intensa afa,
trattato in malo modo ed abbandonato dal medico di picchetto Vincenzo Liguori
- “Sono le tre del mattino, non posso mica inventarle una medicina! Prenda
un antinfiammatorio ed aspetti che passi” - , malgrado il paziente di
70 anni, obeso, 132 Kg, affetto da asma e gotta e con pressione a 120-220,
fosse in preda a dolorosa colica renale, immobilizzato dall'artrosi, e solo
in casa.
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Pubblicato da infopino Venerdì, 28 dicembre 2007 @ 15:22:54 GMT (753 letture)
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Caso Fioravera: assoluzione del dr. Vincenzo Liguori - di infopino
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Riceviamo e pubblichiamo la presente "diffida" del
Dr. Vincenzo Liguori. Ne diamo integrale trascrizione, non fosse altro che
per
"evidenziare" l'arroganza dei toni e le minacce proferite nel caso
non avessimo dato seguito al suo volere. Ad ognuno di farsi la propria opinione
in merito, noi ci siamo già fatti la nostra. Buon Natale anche a lei
Dr.Liguori!
Redazione InfoPINO/BDO
DIFFIDA
Articolo da Voi Pubblicato su denuncia Fioravera Romano contro dr.med. Vincenzo
Liguori
Con la presente VI DIFFIDO formalmente e Vi invito a voler pubblicare con la
massima urgenza e con la stessa evidenza la seguente precisazione:
Caso Fioravera: piena assoluzione del dr. Vincenzo Liguori e
rinvio a giudizio del sig. Romano Fioravera per il reato penale di diffamazione.
"Sul nostro portale abbiamo pubblicato in data 25.9.2005 e 5.7.2005 un
comunicato della Reta Anti Mobbing (RAM) di una denuncia del sig. Romano Fioravera,
che si era rivolto alla magistratura ed alla Commissione di Vigilanza Sanitaria
del Cantone Ticino lamentando una presunta omissione di soccorso da parte del
dr.med. Vincenzo Liguori.
A tutela del suo buon nome e della sua onorabilità il dr.med. Vincenzo
Liguori aveva reagito denunciando a sua volta in sede penale il sig. Romano Fioravera
per diffamazione e chiedendo un risarcimento in sede civile di Fr.100'000 per
danni morali, importo da devolvere in beneficenza.
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Pubblicato da infopino Domenica, 23 dicembre 2007 @ 18:45:19 GMT (1536 letture)
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L'arbitrio del giudice, la gioia dell'apparato, il silenzio degli ipocriti I - di BDO
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Con la decisione della Corte di Cassazione e di revisione penale presieduta
dal giudice Francesco Pellegrini di respingere i ricorsi del PP Mario Branda
e delle vittime contro la vergognosa e scandalosa sentenza
di assoluzione per uno zio che ha abusato per anni dei propri nipotini si
mette parola fine ad una squallida vicenda e soprattutto si sugella il trionfo
dell'arbitrarietà nel nostro sistema di giustizia e dell'arroganza
di chi, a vario titolo e per vari motivi, ne sfrutta la debolezza
per tutelare gli interessi di pedofili e parenti incestuosi.
Era difficile pensare che l’appello ad un'istanza di ricorso ticinese potesse
portare all'invalidazione dell'operato di un giudice ticinese, per quanto scandaloso,
arbitrario e parziale, esso potesse essere (la camera dei ricorsi si è espressa
solo sull'operato del giudice, non sui fatti, che resteranno purtroppo quelli
manipolati e presenti nelle motivazioni della sua sentenza). Ora è chiaro
anche a me che è oggettivamente impossibile pensare ad una reale, sostanziale,
o almeno sufficiente, indipendenza ed autonomia della nostra giustizia e dei
nostri magistrati.
L’ho detto e scritto altre volte e lo ripeto a chiare lettere ancora oggi:
il processo istruito dal giudice Mauro Ermani è stato del tutto anomalo e il sospetto che non avesse come obiettivo il giudizio
circa gli abusi sessuali subiti dai due bambini ad opera dello zio credo sia e resti veramente più di un'opinione di parte. Il processo è iniziato con valutazioni, considerazioni, teoremi, sospetti, ripresi integralmente come verità nella sentenza, quasi che non ci fosse neppure stato un dibattimento in aula. La sentenza fu scritta prima del processo? E' lecito domandarselo ed è più che ragionevole crederlo.
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Pubblicato da BDO Lunedì, 09 luglio 2007 @ 20:02:12 BST (1596 letture)
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Abusi sessuali su bambini: Arigoni interroga nuovamente il governo - di BDO
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Ma ci vorrebbe un Osservatorio per contrastare la lobby che tutela pedofili
e parenti incestuosi e sollecitare le istituzioni ad avere maggiore rispetto delle vittime e di coloro che le aiutano.
I giornali hanno dato notizia dell'ennesima interrogazione parlamentare del
deputato socialista Giuseppe Bill Arigoni sui bambini abusati, ovviamente,
come prassi vuole, epurata di ogni parte scomoda o accenno critico in essa
contenuta. Pare comunque - ed è ciò che conta - ci sia ancora
vita intelligente in un Paese in cui non pochi sembra abbiano deciso di buttare
il proprio cervello (e la propria coscienza) all'ammasso.
Arigoni riprende, tra le altre cose, l'episodio della recente, scandalosa,
assoluzione di uno zio che avrebbe abusato per anni dei due nipotini e fa alcune
sue considerazioni e riflessioni (che i media si sono ben guardati di riprendere)
che ripropongo di seguito, con la consolazione che, una volta tanto, non sono
io a dirle e a scriverle certe cose!
Prima però di proporvi le riflessioni di Arigoni, vorrei fare ancora
alcune considerazioni personali.
Ritengo sia importante che persone indipendenti come il deputato socialista
s'interessino e si esprimano riguardo alla sempre più penosa situazione
dei bambini vittime di violenza in Canton Ticino. Certamente utile l' impegno
di chi, come il sottoscritto, s'impegna nel divulgare fatti e informazioni
che altrimenti non troverebbero (trovano) alcuna eco nei media locali. Ma non è abbastanza,
anzi, è del
tutto insufficiente.
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Pubblicato da BDO Mercoledì, 23 maggio 2007 @ 07:35:45 BST (1359 letture)
(Leggi Tutto... | 11499 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 5)
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Abusi sessuali su minori, sentenza ingiusta: l'avvocata ricorre - di infopino
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in relazione al recente
processo che ha visto assolto uno zio presunto autore di abusi sessuali sui
due nipotini:
Ho dovuto spiegare ai miei due clienti, di 11 e 13 anni che la persona dalla
quale dicono di aver subito abusi è stata assolta. E’ stato difficile
spiegarne i motivi. Di fronte a tutti gli elementi emersi nella procedura,
compresa l’evidenza medica riscontrata su uno dei due bambini, la Corte
ha deciso di assolvere colui che le vittime indicano da ben sei anni, come
la persona che li ha abusati, quei bambini che sono venuti con enormi sforzi
anche in Tribunale a raccontare i soprusi patiti: in dubbio pro reo.
Non riesco
a condividere le motivazioni della Sentenza quando addossano al Procuratore
Pubblico - che ha condotto un’inchiesta in modo competente e con coscienza
in un campo minato, difficoltoso e delicato - e alla psicopedagogista, errori
che a mio parere non hanno commesso.
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Pubblicato da infopino Martedì, 03 aprile 2007 @ 22:46:57 BST (911 letture)
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Dossier: Anche i pedofili hanno i loro santi in paradiso (in Ticino): atto II - di BDO
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Si è concluso a Lugano il processo a carico di uno zio presunto abusante
dei due nipotini. La corte ha deciso di proscioglierlo dall’accusa con
la formula “in dubbio pro reo”. Con questa sentenza si sancisce
l’assoluzione dell’imputato e la “condanna” di chi
ha sorretto per anni la posizione di due bambini che hanno avuto il coraggio
di denunciare l’abuso sessuale di cui sono stati vittime. Una denuncia,
una procedura penale, supportata dalle loro parole e dai riscontri medici rilevati
su una delle due vittime, ritenuti compatibili con quanto da oltre sei anni
andava raccontando chi quei segni se li porterà appresso per tutta la
vita, nella carne, ma ancor più nello spirito.
In tribunale è emersa e si è imposta però un’altra “verità”,
quella di chi ha messo in dubbio le loro parole. Innanzitutto quella di chi ha
difeso il prevenuto colpevole, poi quella di chi si è mosso in questi
anni per affermare una nuova “linea di pensiero e di azione” nell’approccio
agli abusi sessuali su minori. Si tratta di un approccio che ha quale scopo quello
di spostare il baricentro dell’attenzione e dell’azione istituzionale
dalla condizione delle piccole vittime di abuso sessuale e incesto ad opera di
pedofili o membri appartenenti alla cerchia familiare (questa era la preoccupazione
degli anni ’90 in Ticino) a quella degli adulti autori o presunti autori
di atti di violenza, garantendo a questi ultimi maggiori strumenti e garanzie
di tutela e di difesa nei casi in cui siano fatti oggetto di denuncia e quindi
coinvolti in una procedura penale di accertamento dei fatti a loro carico.
Il processo a cui ho fatto riferimento ha visto consumarsi sullo sfondo un “braccio
di ferro” proprio tra questi due approcci.
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