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Di cancro si può guarire
Pubblicato il Lunedì, 05 luglio 2010 @ 05:46:35 BST

Medicina e Salute
Ne “il Caffè” di domenica 27.6.2010 c'è un interessante articolo dal titolo ”Di cancro si può guarire” di Patrizia Guenzi sulle terapie in Ticino ed articoli collegati sul costo dei farmaci, sullo IOSI, sulle statistiche di sopravvivenza a 5 anni e su una alternativ. Vorrei subito fare delle aggiunte importanti che mancano in questi articoli del caffè.
Il titolo “Di cancro si può guarire” l'ho già sentito precedentemente “Di cancro si può guarire, La cura dell'Aloe Arborescens” di Padre Romano Zago. Questa cura non è purtroppo mai stata verificata né smentita ufficialmente. C'è un altro titolo simile “Di cancro si guarisce” di L. Renard che documenta l'effetto della psiche e dello spirito sulla guarigione. Anche queste terapie (di cui fa parte p.es. quella di Hamer e la ricerca spirituale di sè di Terzani) non sono ancora state verificate o smentite ufficialmente sebbene viene universalmente accettato l'effetto placebo.
Ci sono terapie ancora più incredibili: Dr. med. Hugh Riordan ed il suo team che, a sentire loro, guariscono il 60-70% dei malati terminali con l'iniezione di vitamina C ad alte dosi mai verificata ufficialmente. Oppure anche Dr. med. Max Gerson che, sempre secondo loro, con una dieta particolare bio guariscono il 40-50% dei malati terminali ed il 90% dei malati normali di cancro. Anche questa terapia non è mai stata verificata o smentita dalla medicina ufficiale. E ce ne sono molte altre.
Perché non vengono verificate? Il motivo ce lo abbozza il dr. Beat Bühler nel Caffè del 27.6.2010. Anche il dr. Jacques Bernier abbozza il problema nel Corriere del Ticino del 27.2.2006, pag 11, Cantone. Il dr. Franco Cavalli, in altra sede, va oltre ed arriva ad una possibile soluzione.
Il perché è subito detto: una ditta non investe in un progetto che non garantisce il ritorno dell'investimento e fa di tutto per impedire che venga ufficializzata una ricerca che annullerebbe i suoi guadagni. Questo è il duro mercato, pura economia, cruda finanza internazionale.

A questo punto la politica dovrebbe svegliarsi e chiedere una più severa applicazione del principio etico fondamentale dell'indipendenza della medicina. Qualsiasi ingerenza delle farmaceutiche nella ricerca medica, nell'educazione, nei laboratori universitari, nella comunità scientifica internazionale e nelle riviste scientifiche, sia direttamente, sia indirettamente tramite lobby e parlamentari in Consigli di Amministrazione di farmaceutiche e casse malati, deve essere smascherata ed arrestata.

Un “approccio globale e multidisciplinare”, descritto nell'articolo del caffè, dovrebbe anche considerare la prevenzione, la medicina naturale, le statistiche sanitarie di svariato genere (abitudini alimentari, problemi psichici, inquinamento) e non solo la canapa o farmaci sintetici derivati o estratti da piante che, sebbene derivino dalla natura, non hanno più niente a che fare con le terapie naturali.
La prevenzione deve essere analizzata ed intensificata contro il fumo, l'inquinamento dell'aria, acqua e suolo, i forti stress, i problemi sociali, l'infelicità ed i problemi psicologici. Anche l'alimentazione deve essere considerata: cibi bio senza conservanti, coloranti, aromi, aromi naturali (che non sono per niente naturali), pesticidi, fertilizzanti e residui tossici dell'elaborazione industriale del cibo, allergenici, disidratazione. L'alimentazione deve essere anche equilibrata: Sono cancerogeni l'eccesso di proteine, zuccheri o di grassi, il disequilibrio acido/basico e omega3/omega6 ed altro. Ci sono poi terapie che ripristinano il disequilibrio psichico e/o alimentare che ha originariamente generato un tumore rinforzando il nostro sistema immunitario e portando alla guarigione. Quindi si dovrebbe convalidare o confutare ufficialmente, con un “approccio globale e multidisciplinare”, anche quelle terapie che curano il cancro con misure considerate “solo” preventive dalla medicina ufficiale: p.es. dieta sana o controllare lo stress.

Anche le remissioni spontanee dovrebbero essere studiate maggiormente. In Inghilterra si stima ce ne siano diverse centinaia all'anno e potrebbero dare informazioni o soluzioni interessanti ma nessuna ditta farmaceutica ne è interessata. Il motivo è sempre lo stesso.
In uno studio sulle remissioni spontanee il prof. Harold Foster, ha scoperto che in realtà i pazienti guariti spontaneamente avevano seguito delle terapie alternative.
Come detto, ci sono molte strade seguite con più o meno successo da scienziati e medici. Tutte urgentemente da verificare. L'ultima in ordine cronologico è la scoperta ufficiale che i broccoli ed i cavoli combattono il cancro. Ma anche qua, sebbene nella letteratura della medicina naturale ed alternativa questo principio sia conosciuto da tempo, si cerca di far passare l'idea che i vegetali “aiutano” i nuovi farmaci a guarire e non viceversa o addirittura che i vegetali guariscono meglio da soli che mal accompagnati dai farmaci ma, per ora, nessuno ha intenzione di fare la verifica ufficiale. Almeno fino a quando noi politici non cambieremo le cose. La ricerca medica deve essere presa in mano dalle università, dai policlinici, dagli ospedali pubblici e dai laboratori di ricerca statali. Gli interessi economici devono uscire o essere sottoposti alla massima trasparenza con delle commissioni tripartite. I comitati etici devono decidere indipendentemente dalla comunità finanziaria internazionale e basarsi su informazioni scientifiche non filtrate dall'industria o dalle riviste specializzate sponsorizzate direttamente o indirettamente.

Dopo la votazione sulla medicina complementare del 17 maggio 2009 e lo scandalo, non ancora chiarito, della falsificazione del rapporto sulla valutazione della medicina complementare in Svizzera (PEK), devono ora seguire passi concreti: analisi della situazione, denuncia delle irregolarità e correzione del tiro. Alla luce del giorno, in piena trasparenza. Non basta avere semplicemente più mezzi per la medicina complementare ed alternativa, ma bisogna fermare questi conflitti di interessi che frenano, a loro volta, la ricerca di vere terapie, che non rendono, o peggio, che rischiano di creare delle gravi perdite economiche agli sponsor della ricerca medica.

Trovate questo testo, con i riferimenti circa le fonti bibliografiche e web, anche su marcorudin.ch/salute

Marco Rudin

* Marco Rudin, Strada Müralta, CH-6955 Cagiallo, 091/943 30 28, 079/489 46 32, Consigliere Comunale per i Verdi e PAC Capriasca 2008-2012, Membro della Commissione Edilizia e opere pubbliche del CC, Membro di Comitato dei Verdi Ticino e gruppo tematico Salute, Membro di Comitato Agenda21 Locale Capriasca e gruppo fotovoltaico, Co-coordinatore dell' Osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti, okkio!, Membro del gruppo per una nuova cultura della salute SaluTE, Membro del Comitato d'iniziativa per una legge sulla trasparenza dello Stato, membro di redazione www.ilforum.ch, membro del comitato ticinese per il "sì alla medicina complementare", Ing. el. ETH, informatico all'Amministrazione Cantonale. Figli: Alberto 1997, Francesca 1999, Anna 2002. www.marcorudin.ch  E-mail da pubblicare: marco.rudin@sonnenkinder.org


 
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