Giustizialismo
Pubblicato il Domenica, 04 luglio 2010 @ 22:48:39 BST |
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Da sempre la giustizia è rappresentata dalle leggi che tutelano la maggioranza
che le ha votate. È pertanto logico dedurre che la legge sta sempre
dalla parte del più forte e non necessariamente dalla parte della ragione!
Quello che ci deve preoccupare non è quanto appena asserito, bensì il
fatto che le leggi vengano gestite ed interpretate in modo assolutamente soggettivo:
in funzione del luogo, in funzione del momento, in funzione del soggetto, in
funzione del difensore, in funzione del Giudice.
Partiamo dal luogo e dal momento, … in
Svizzera, fino a qualche anno fa, la “bricolla” era vista quasi
di buon occhio mentre che in Italia il contrabbandiere che veniva preso con
la bricolla era punito duramente. Il soggetto è altresì determinante:
se chi commette un reato è una persona di “buona famiglia” oppure
un personaggio importante, viene punito (se viene punito) meno severamente
che non un “povero diavolo”. Il difensore è certamente
la pedina più importante che può fare o non fare la differenza.
Basti pensare a due persone che nemmeno si conoscono e che rubano, ognuna,
fr. 1'000.- dalla stessa cassa di un supermercato nello stesso istante e vengono
entrambi arrestati all'uscita del supermercato. Uno dei due ladri ha uno dei
migliori difensori sulla piazza e l'altro ha un difensore d'ufficio, … palesemente
vi saranno due condanne differenti, … è giusto?
Il Giudice, infine, è colui
che deve elaborare (purtroppo in modo soggettivo) le informazioni che gli vengono
fornite dall'accusa e dalla difesa e, in funzione dell'umore che ha in quel
giorno e della simpatia o meno che possa provare nei confronti dell'accusato,
prende delle decisioni che determinano, a volte, la vita delle persone in causa.
Questa
premessa per aprire un dibattito sulla giustizia, … ora continuerò con
il “giustizialismo” parlando del mio caso specifico. Sono stato
arrestato ed accusato di un crimine infamante quale il traffico e lo spaccio
di cocaina e, in seguito, condannato in prima istanza a 4 anni e sei mesi da
espiare. Inutile dire che non ho commesso i reati ascrittimi e, per dimostrarlo,
ho creato un sito giustizialismo.ch sul
quale ho pubblicato tutti i documenti (in mio possesso) che riguardano il processo
in questione.
Nella parte “conclusioni” ho poi messo a confronto
le varie dichiarazioni per “smontare” il castello accusatorio che è stato
montato abilmente da uno dei miei accusatori con l'intento di scaricare parte
delle sue colpe su di me. Sin dall'inizio ho contestato le accuse ma, come
ben ribadito al processo dal Giudice Ermani, io non sono credibile. Non una
prova concreta a mio sfavore, solo alcuni dubbi (che accetto ma devono rimanere
tali) e ciò è bastato
per condannarmi duramente. Non entro qui nei dettagli poiché non voglio
influenzare nessuno, ma vi prego di leggere (fino in fondo) e poi gradirei
leggere i vostri commenti in merito. Risponderò volentieri a qualsiasi
domanda, per contro non risponderò ad eventuali insulti. Buona lettura!
Castigamatti
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