“L'apertura della galleria del San Bernardino avvenuta una cinquantina
di
anni fa – esordisce il prof. Luigi Corfu, commentando
i lavori svolti nel corso di un
recente convegno dedicato al passo del San Bernardino –, ha indotto veloci
processi di
trasformazione che hanno profondamente inciso sul paesaggio, sull'economia,
sulla
cultura e sulla struttura sociale delle regioni poste a ridosso dello stesso,
come la
Mesolcina. L'impatto ha avuto effetti diversi sul versante nord e su quello
sud,che si
differenziano per il paesaggio naturale, la coesione sociale e l'identità culturale.
Pur nel
quadro di un generale abbandono della montagna, a nord si è assistito
al mantenimento di
una sana base agricola e di una calibrata economia turistica condivisa da buona
parte della
popolazione. A sud, invece, si è avuto, anche se poco avvertito, un
traumatico passaggio
dallo zoccolo di sussistenza - costituito dalle faticose attività del
settore primario -
all'assoluta predominanza del terziario impiegatizio, con l'abbandono di gran
parte del
territorio coltivato alla vegetazione selvaggia, e ad un'urbanizzazione spesso
estranea alla
cultura locale e agli interessi profondi della collettività.
Prof. Corfu, chi ha promosso e organizzato questo convegno?
L'idea, lanciata dal maggior storico vivente dei Grigioni, Martin Bundi, è stata
sostenuta
dalla Società per la Ricerca sulla Cultura Grigione, che ne ha assunto
il patrocinio insieme
al comune di Mesocco. L'organizzazione è toccata ad un piccolo gruppo
di lavoro.

Partecipanti al convegno durante una visita
naturalistica al Passo del San Bernardino
“La via del San Bernardino” è stato il titolo dato
al convegno. Perché?
Il San Bernardino si trova su uno dei sette principali assi di transito che
attraversano le
Alpi, una via la cui storia, testimoniata dalle vestigia, dalla documentazione
archivistica e
dalle testimonianze orali, si comprende meglio se si tengono presenti le caratteristiche
topografiche e ambientali locali, nonché i vari collegamenti viari situati
a nord e a sud del
passo stesso.
Attualmente quali reali benefici, a suo avviso, ci sono per le popolazioni
della Mesolcina
riguardo all'asse del San Bernardino?
Non si può negare che la via del San Bernardino offra numerosi posti
di lavoro agli abitanti
dei due versanti, sotto forma di impieghi statali, parastatali, o relative
attività indotte.
Naturalmente la struttura viaria permette collegamenti veloci e sicuri con
le città al piede
nord e sud delle Alpi. Altalenante l'apporto dato da una situazione potenzialmente
favorevole, ma stranamente poco sfruttata, al settore turistico in Mesolcina.
Nel corso del convegno sono intervenuti diversi relatori. In merito all'intervento
del dott.
Andrea a Marca su "Il nuovo centro di documentazione sulle vie storiche:
i materiali
mesolcinesi", secondo lei, quali sono stati, e perché, i
passi più interessanti?
Andrea a Marca ha posto l'accento specialmente su due caratteristiche del nuovo
Centro di
documentazione: a) esso comprende sia documenti originali o copie effettivamente
collocati nell'Archivio a Marca di Mesocco; b) esso presenta anche documenti
situati
altrove, ma digitalizzati e quindi consultabili nella banca dati dell'Archivio.
A
media scadenza si tratta dunque di raccogliere il maggior numero di fonti relative
all'argomento,
di elaborarle in modo da renderle disponibili attraverso il sito internet,
la posta
elettronica, l'invio postale o, quando necessario, la consultazione in sede.
Come giudica i lavori svolti nel corso del convegno e quali sono, secondo
lei, le
conclusioni emerse che meritano particolare attenzione?
Tutti i numerosi presenti hanno manifestato la loro soddisfazione per la formula
e per la
qualità degli interventi. Come organizzatori possiamo affermare che
gli obiettivi sono stati
completamente raggiunti se non superati. Quanto proposto servirà alla
preparazione
dell'inventario sistematico dei materiali del centro di documentazione, alla
elaborazione e
pubblicazione di una agile guida turistico-culturale, alla sistemazione di
una mappa delle
zone d'importanza storica locale e nazionale, all'approfondimento di tematiche
complementari utili alla valorizzazione turistico-culturale della regione.
Nelle giornate di venerdì 21 e sabato 22 agosto, si sono svolte
anche delle visite
naturalistiche...
Fantastiche. Specialmente quella sul passo del san Bernardino. Si sono presentati
oltre, ai
partecipanti, anche diversi specialisti, cosicché si è trasformata
quasi in un piccolo
convegno itinerante, un banchetto di osservazioni interessantissime che spaziavano
dalla
meteorologia alla botanica, dalla storia alla geologia.
Ci sarà un nuovo appuntamento? Può fare qualche anticipazione?
Per
il momento vogliamo elaborare i materiali raccolti. Poi se l'interesse resta
vivo...
Carlo Silvano