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La via del San Bernardino tra storia e prospettive future
Pubblicato il Sabato, 03 ottobre 2009 @ 12:44:02 BST

Miscellanea
 “L'apertura della galleria del San Bernardino avvenuta una cinquantina di anni fa – esordisce il prof. Luigi Corfu, commentando i lavori svolti nel corso di un recente convegno dedicato al passo del San Bernardino –, ha indotto veloci processi di trasformazione che hanno profondamente inciso sul paesaggio, sull'economia, sulla cultura e sulla struttura sociale delle regioni poste a ridosso dello stesso, come la Mesolcina. L'impatto ha avuto effetti diversi sul versante nord e su quello sud,che si differenziano per il paesaggio naturale, la coesione sociale e l'identità culturale. Pur nel quadro di un generale abbandono della montagna, a nord si è assistito al mantenimento di una sana base agricola e di una calibrata economia turistica condivisa da buona parte della popolazione. A sud, invece, si è avuto, anche se poco avvertito, un traumatico passaggio dallo zoccolo di sussistenza - costituito dalle faticose attività del settore primario - all'assoluta predominanza del terziario impiegatizio, con l'abbandono di gran parte del territorio coltivato alla vegetazione selvaggia, e ad un'urbanizzazione spesso estranea alla cultura locale e agli interessi profondi della collettività.

Prof. Corfu, chi ha promosso e organizzato questo convegno?
L'idea, lanciata dal maggior storico vivente dei Grigioni, Martin Bundi, è stata sostenuta dalla Società per la Ricerca sulla Cultura Grigione, che ne ha assunto il patrocinio insieme al comune di Mesocco. L'organizzazione è toccata ad un piccolo gruppo di lavoro.


Partecipanti al convegno durante una visita
naturalistica al Passo del San Bernardino

“La via del San Bernardino” è stato il titolo dato al convegno. Perché?
Il San Bernardino si trova su uno dei sette principali assi di transito che attraversano le Alpi, una via la cui storia, testimoniata dalle vestigia, dalla documentazione archivistica e dalle testimonianze orali, si comprende meglio se si tengono presenti le caratteristiche topografiche e ambientali locali, nonché i vari collegamenti viari situati a nord e a sud del passo stesso.

Attualmente quali reali benefici, a suo avviso, ci sono per le popolazioni della Mesolcina riguardo all'asse del San Bernardino?
Non si può negare che la via del San Bernardino offra numerosi posti di lavoro agli abitanti dei due versanti, sotto forma di impieghi statali, parastatali, o relative attività indotte. Naturalmente la struttura viaria permette collegamenti veloci e sicuri con le città al piede nord e sud delle Alpi. Altalenante l'apporto dato da una situazione potenzialmente favorevole, ma stranamente poco sfruttata, al settore turistico in Mesolcina.

Nel corso del convegno sono intervenuti diversi relatori. In merito all'intervento del dott. Andrea a Marca su "Il nuovo centro di documentazione sulle vie storiche: i materiali mesolcinesi", secondo lei, quali sono stati, e perché, i passi più interessanti?
Andrea a Marca ha posto l'accento specialmente su due caratteristiche del nuovo Centro di documentazione: a) esso comprende sia documenti originali o copie effettivamente collocati nell'Archivio a Marca di Mesocco; b) esso presenta anche documenti situati altrove, ma digitalizzati e quindi consultabili nella banca dati dell'Archivio.
A media scadenza si tratta dunque di raccogliere il maggior numero di fonti relative all'argomento, di elaborarle in modo da renderle disponibili attraverso il sito internet, la posta elettronica, l'invio postale o, quando necessario, la consultazione in sede.

Come giudica i lavori svolti nel corso del convegno e quali sono, secondo lei, le conclusioni emerse che meritano particolare attenzione?
Tutti i numerosi presenti hanno manifestato la loro soddisfazione per la formula e per la qualità degli interventi. Come organizzatori possiamo affermare che gli obiettivi sono stati completamente raggiunti se non superati. Quanto proposto servirà alla preparazione dell'inventario sistematico dei materiali del centro di documentazione, alla elaborazione e pubblicazione di una agile guida turistico-culturale, alla sistemazione di una mappa delle zone d'importanza storica locale e nazionale, all'approfondimento di tematiche complementari utili alla valorizzazione turistico-culturale della regione.

Nelle giornate di venerdì 21 e sabato 22 agosto, si sono svolte anche delle visite naturalistiche...
Fantastiche. Specialmente quella sul passo del san Bernardino. Si sono presentati oltre, ai partecipanti, anche diversi specialisti, cosicché si è trasformata quasi in un piccolo convegno itinerante, un banchetto di osservazioni interessantissime che spaziavano dalla meteorologia alla botanica, dalla storia alla geologia.

Ci sarà un nuovo appuntamento? Può fare qualche anticipazione?
Per il momento vogliamo elaborare i materiali raccolti. Poi se l'interesse resta vivo...

Carlo Silvano


 
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