Benvenuto su InfoPINO Portale d'Informazione Non Omologata  
  Registrati come nuovo utente    
Menu
· Home
· Archivio
· Argomenti
· Consiglia questo sito
· Downloads
· FAQ
· Feedback (scrivici)
· Forum InfoPINO
· Il tuo Account
· Lista membri InfoPINO
· Messaggi privati
· Pubblica un articolo
· Search
· Sondaggi
· Statistiche
· Top 10
· Web Links

AdSense Google



Login
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.

dot.net hosting

Pubblicità


Cerca con Wikipedia

Cerca in WikiPedia



Un grande progetto di Enciclopedia libera e multilingue per il Web

Mesolcina e Calanca: il cattolicesimo resta un carattere dell'identità locale
Pubblicato il Mercoledì, 16 settembre 2009 @ 00:29:27 BST

Religioni e Spiritualità
Dalla conoscenza dello “stato di salute” di una comunità sotto il profilo religioso, si ottengono elementi utili per capire verso quale futuro socio-culturale ci si sta orientando.
Nell'intervista che segue si è tentato, sommariamente, di fare il punto della situazione della religiosità in Mesolcina e Calanca con padre Marco Flecchia. Quanto emerge dalla breve intervista non indica solo una situazione di stasi, di stanchezza, ma anche una serie di potenzialità inespresse, come la ricerca dell'“Assoluto” che anima i giovani.
Sembra proprio che nelle due valli serva una “scossa” per rivitalizzare la vita sociale e culturale. Fondamentale, poi, l'elaborazione e l'attuazione di una politica capace di bloccare lo spopolamento della Val Calanca. Nato nel 1950 e sacerdote dal 1977, padre Marco è un francescano che conosce molto bene la realtà religiosa delle due valli grigionesi. Dal 1982 è parroco a Soazza e, a causa della diminuzione dei presbiteri, dal 2003 si è dovuto assumere la responsabilità di guidare alcune comunità parrocchiali della Val Calanca, ovvero Rossa, Augio, Santa Domenica e Cauco; inoltre, dai primi di settembre di quest'anno, è anche supplente nella parrocchia di Mesocco, in Mesolcina.

Padre Marco, a suo avviso, in Mesolcina e Calanca il cattolicesimo può ancora considerarsi un carattere dell'identità locale?
Penso di sì: lo si nota in casi particolari, come funerali, feste patronali, matrimoni. Ma non solo. Anche se lo spirito sembra assopito, in realtà c´è un fuoco sotto la cenere. Mi spiego. Se una parrocchia rimane sede vacante anche solo per poche settimane, la discussione si accende in merito al successore del parroco, e tutti ne parlano abbondantemente, anche se bisogna ammettere che molto dipende dal cosiddetto "campanilismo". Penso anche alle discussioni ed all'interessamento popolare in merito al restauro di chiese, al modo di sistemare i cimiteri (che sono di proprietà dei comuni politici), o ai problemi che sorgono con altre religioni “nuove” come l'islam, che fomenta discussioni nei paesi, anche se l'islam è poco presente da noi.

Lei di quali dati dispone in merito alla frequenza ai sacramenti da parte di mesolcinesi e calanchini?
La Diocesi cura una sorta di questionario annuale, e noi corrispondiamo, grosso modo, alla media diocesana: dal 10 al 20% è la frequenza media, che sale vertiginosamente per Natale e Pasqua.

I giovani delle sue parrocchie e il loro rapporto con Dio. Quali sono le sue considerazioni?
Frequentano poco, ma hanno un interesse crescente: basta incontrarli - fuori di chiesa - e parlare con loro, per capire che hanno “sete di Assoluto”.

In generale, come valuta la religiosità nelle due valli?
Ha bisogno di essere approfondita: non mancano segni di vitalità, ma sono assopiti. E' la “superficialità” di cui parla sovente Benedetto XVI.

Lei è parroco a Soazza, in Mesolcina, e a Rossa, Santa Domenica, Augio e Cauco in Val Calanca. Sotto il profilo religioso nota qualche diversità tra le due valli?
La Calanca è in spopolamento: sono pochissimi i giovani. La Calanca vive di anziani. E' però interessante osservare che molti giovani - in Mesolcina - sono sensibili, in genere, alle cose antiche.

Quali sono le sue considerazioni sulla partecipazione dei laici nella vita delle singole parrocchie?
Vi sono persone molto impegnate, ma poche. Tutti, o quasi, manifestano un qualche interesse, anche coloro che sono lontani dalla pratica religiosa, ma pochi si sentono impegnati in maniera continuativa: in certi momenti “siamo sempre i soliti”.

Può descrivermi, anche sommariamente, l'associazionismo laicale presente nelle due valli?
In diminuzione. Vi sono troppe società e troppi gruppi: canto, musica, sport, cultura, filodrammatiche. Si rischia la dispersione, in generale. Questo si riflette nei pochi gruppi di chiesa.

Nelle due valli ci sono, in base alle sue conoscenze, persone iscritte a logge massoniche?
Ve ne sono alcuni, certamente, ma si tratta di gente che custodisce gelosamente il segreto, anche se so per certo che ve ne sono alcuni.

In genere documenti come la lettera enciclica “Deus caritas est” di Benedetto XVI oppure le lettere pastorali del Vescovo diocesano, suscitano, tra i suoi parrocchiani, discussioni, interrogativi e confronti?
Purtroppo poca eco. Anche insistendo su certe tematiche, il discorso è piuttosto “cristallizzato”. Forse per mancanza di studio o curiosità culturale.

Le due valli fanno parte della diocesi di Coira, ma un'eventuale appartenenza alla diocesi di Lugano quali vantaggi, secondo lei, potrebbe sortire? Quali, invece, i limiti che potrebbero emergere?
Di fatto è intensa la collaborazione con Lugano, per questione di lingua. Ma sarebbe un vespaio di polemiche la proposta di un cambiamento. Il fuoco sotto la brace si attizzerebbe subito. Per questo nessuno pensa al cambiamento dello “status quo”.

a cura di Carlo Silvano


 
Links Correlati
· Inoltre Religioni e Spiritualità
· News by infopino


Articolo più letto relativo a Religioni e Spiritualità:
Karl Rahner e il cristiano di domani


Vota l'articolo
Punteggio medio: 0
Voti: 0

Vota questo articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Neutro
Pessimo


Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile


"Login" | Login/Crea Account | 0 commenti
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati
Musicalmonitor.com

Art. 16 della Costituzione svizzera: Libertà d’opinione e d’informazione
1. La libertà d’opinione e d’informazione è garantita.
2. Ognuno ha il diritto di formarsi liberamente la propria opinione, di esprimerla e diffonderla senza impedimenti.
3. Ognuno ha il diritto di ricevere liberamente informazioni, nonché di procurarsele presso fonti accessibili a tutti e di diffonderle.


Tutti i commenti sono a responsabilità e copyright di chi li ha scritti. Il resto è proprietà degli amministratori di InfoPINO
e può essere liberamente riprodotto o linkato purché ne venga citata la fonte.

Il feed RSS di InfoPINO RSS

Add to Google

PHP-Nuke Copyright © 2005 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.07 Secondi