Caro e stimato consigliere,
tra poche ore inizieranno le prove di combustione dell'Impianto incenerimento
rifiuti di Giubiasco (IIR). Qualche giorno fa ho seguito, con grande attenzione
l'ottimo servizio televisivo realizzato dalla collega Dinorah Cervini per
Falò (RSI). Da quel servizio ho appreso con stupore che nel Mendrisiotto
(in valle della Motta) si stanno accumulando delle cosiddette ecoballe per
disporre del materiale adeguato alle prove di combustione delle due
linee di produzione da 70 mila tonnellate annue. Dalle dichiarazioni dei
responsabili tecnici delle operazioni (dir. Marci) emerge con chiarezza che
già sin d'ora scarseggiano i quantitativi di rifiuti che sarebbero
necessari per alimentare con regolarità una buona combustione dei
due forni dell'IIR. Altrimenti non avremmo bisogno di ‘pre-stoccare’ le
ecoballe alla Motta. D'altra parte, nella mia esperienza personale di giornalista,
ho potuto toccare con mano gli effetti catastrofici che possono essere sprigionati
da un inceneritore quando la combustione non è regolare (penso in
particolare al caso francese di Gilly, a due passi da Ginevra, dove l'ecosistema
di un'intera regione con 360 aziende agricole è stato cancellato dalla
faccia della terra per contaminazione da diossine e furani).
Date queste condizioni iniziali e tenendo presente il fatto che i quantitativi
di rifiuti con la raccolta separata sono destinati a calare ulteriormente,
stimato consigliere, ho pensato di rivolgermi a lei nella forma più civile
e fraterna possibile per avanzarle alcune proposte a nome anche di altre persone
e delle famiglie che abbiamo difeso in sede giudiziaria...
1. Secondo il mio
modesto parere manca drammaticamente un rilevamento dello stato di contaminazione
da diossine relativo alle condizioni attuali del Piano di Magadino. Se non
sappiamo quanta diossina c'è in giro (nei prodotti
agricoli) prima delle prove di combustione come potremo poi verificare il reale
impatto ambientale delle prove? So che gli amici dell' Okkio, organizzazione
nata dalle ceneri del comitato 28 Bastano, hanno provveduto con perizia a far
fare i necessari prelievi di campioni di vegetali. Mancano poche migliaia
di franchi per eseguire un esame dello stato di questi vegetali e avere quindi,
a beneficio di tutti, dei dati di grandissima importanza. Caro consigliere,
come ricorderà la questione delle diossine ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro
durante le schermaglie legali fra oppositori e committenti dell'IIR. Se è vero,
come è vero che occorrono poco più di 5000 franchi per far eseguire
queste analisi perché non le facciamo per la pace di tutti?
2. Personalmente
sono stato il primo fondatore del MAI, movimento dal nome esplicito e dagli
intenti altrettanto espliciti. Malgrado la mia avversione di principio per
la pratica degli inceneritori riesco a vedere che questi
non sono tutti uguali. I più perfezionati (es. Brescia) contengono
dei rilevatori (in tempo reale) delle emissioni più pericolose che sono
costantemente verificabili da qualunque utente attraverso internet. Vuol dire
che io, da casa mia, posso controllare direttamente se l'IIR sta bruciando
rifiuti a temperature di regime o se si sta verificando una catastrofe ambientale.
Come giornalista sono rimasto letteralmente scioccato quando mi sono trovato,
sul posto, a indagare sugli effetti di catastrofi come quella di Gilly. La
cosa atroce, insopportabile, persino per un cronista consumato quale io
sono, è vedere che questi disastri li puoi verificare solo quando è troppo
tardi e l'impatto ambientale mortifero è ormai irreversibile, un po'
come nel nucleare (ma questa è un'altra storia). Caro consigliere, senza
alcun intento polemico o politico, a nome di tutte le persone che hanno lottato
al mio fianco contro questo progetto, le chiedo di collaborare fraternamente
con noi affinché l'IIR venga dotato di questo rilevamento delle emissioni
in tempo reale. Implementando questa fondamentale tecnologia di prevenzione,
chiedendo ai beneficiari dell'appalto, in particolare al consorzio Martin -
Von Roll, di fare questo sforzo, contribuendo eventualmente a creare il consenso
politico per un simile perfezionamento, potremo offrire al Paese la speranza
di vivere i prossimi 25 anni senza rifare quegli errori che abbiamo già fatto
a Riazzino e in molti altri luoghi del territorio nazionale e dell'intera biosfera
terrestre e in ogni caso potremo intervenire prima che sia troppo tardi. In
ballo vi è uno dei due polmoni agricoli del Cantone.
3. Credo sia evidente
che queste righe, per quanto mal scritte, contengono
i segni di una certa maturazione politica. personalmente ho fatto di tutto
affinché quell'IIR non esistesse. Non ci sono riuscito. Ora esiste.
Potrei starmene per tutta la vita in un cantuccio, far finta di non vederlo
e brontolare, parlar male delle autorità... Ma non avrei la coscienza
pulita. Per 'maturazione politica' intendo il fatto di abbandonare 30 anni
di contrasti fratricidi cantonticinesi' e portare la questione rifiuti a una
sorta di 'livello 2' dove i contrasti e i conflitti di interesse passano in
secondo piano e si lavora tutti insieme, cittadini compresi ovviamente, su
alcuni obiettivi fondamentali. Primo fra tutti: prevenire le catastrofi ecologiche
e/o sanitarie.
La ringrazio della sua preziosa attenzione e mi unisco a lei nella speranza
che tutto vada bene, non vedo l'ora che passino questi 25 anni, tuttavia, come
Lei, desidero uscire definitivamente dai 25 anni precedenti. Saluti cordiali.
Sidney Rotalinti
* l'organizzazione che ha curato l'opposizione giuridica all'IIR, i ricorsi
ecc...