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Inceneritore Giubiasco: lettera aperta a Borradori
Pubblicato il Giovedì, 06 agosto 2009 @ 18:29:37 BST

Ambiente
Caro e stimato consigliere,
tra poche ore inizieranno le prove di combustione dell'Impianto incenerimento rifiuti di Giubiasco (IIR). Qualche giorno fa ho seguito, con grande attenzione l'ottimo servizio televisivo realizzato dalla collega Dinorah Cervini per Falò (RSI). Da quel servizio ho appreso con stupore che nel Mendrisiotto (in valle della Motta) si stanno accumulando delle cosiddette ecoballe per disporre del materiale adeguato alle prove di combustione delle due linee di produzione da 70 mila tonnellate annue. Dalle dichiarazioni dei responsabili tecnici delle operazioni (dir. Marci) emerge con chiarezza che già sin d'ora scarseggiano i quantitativi di rifiuti che sarebbero necessari per alimentare con regolarità una buona combustione dei due forni dell'IIR. Altrimenti non avremmo bisogno di ‘pre-stoccare’ le ecoballe alla Motta. D'altra parte, nella mia esperienza personale di giornalista, ho potuto toccare con mano gli effetti catastrofici che possono essere sprigionati da un inceneritore quando la combustione non è regolare (penso in particolare al caso francese di Gilly, a due passi da Ginevra, dove l'ecosistema di un'intera regione con 360 aziende agricole è stato cancellato dalla faccia della terra per contaminazione da diossine e furani).
Date queste condizioni iniziali e tenendo presente il fatto che i quantitativi di rifiuti con la raccolta separata sono destinati a calare ulteriormente, stimato consigliere, ho pensato di rivolgermi a lei nella forma più civile e fraterna possibile per avanzarle alcune proposte a nome anche di altre persone e delle famiglie che abbiamo difeso in sede giudiziaria...

1. Secondo il mio modesto parere manca drammaticamente un rilevamento dello stato di contaminazione da diossine relativo alle condizioni attuali del Piano di Magadino. Se non sappiamo quanta diossina c'è in giro (nei prodotti agricoli) prima delle prove di combustione come potremo poi verificare il reale impatto ambientale delle prove? So che gli amici dell' Okkio, organizzazione nata dalle ceneri del comitato 28 Bastano, hanno provveduto con perizia a far fare i necessari prelievi di campioni di vegetali.  Mancano poche migliaia di franchi per eseguire un esame dello stato di questi vegetali e avere quindi, a beneficio di tutti, dei dati di grandissima importanza. Caro consigliere, come ricorderà la questione delle diossine ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro durante le schermaglie legali fra oppositori e committenti dell'IIR. Se è vero, come è vero che occorrono poco più di 5000 franchi per far eseguire queste analisi perché non le facciamo per la pace di tutti?

2. Personalmente sono stato il primo fondatore del MAI, movimento dal nome esplicito e dagli intenti altrettanto espliciti. Malgrado la mia avversione di principio per la pratica degli inceneritori riesco a vedere che questi non sono tutti uguali. I più perfezionati (es. Brescia) contengono dei rilevatori (in tempo reale) delle emissioni più pericolose che sono costantemente verificabili da qualunque utente attraverso internet. Vuol dire che io, da casa mia, posso controllare direttamente se l'IIR sta bruciando rifiuti a temperature di regime o se si sta verificando una catastrofe ambientale. Come giornalista sono rimasto letteralmente scioccato quando mi sono trovato, sul posto, a indagare sugli effetti di catastrofi come quella di Gilly. La cosa atroce, insopportabile, persino per un cronista consumato quale io sono, è vedere che questi disastri li puoi verificare solo quando è troppo tardi e l'impatto ambientale mortifero è ormai irreversibile, un po' come nel nucleare (ma questa è un'altra storia). Caro consigliere, senza alcun intento polemico o politico, a nome di tutte le persone che hanno lottato al mio fianco contro questo progetto, le chiedo di collaborare fraternamente con noi affinché l'IIR venga dotato di questo rilevamento delle emissioni in tempo reale. Implementando questa fondamentale tecnologia di prevenzione, chiedendo ai beneficiari dell'appalto, in particolare al consorzio Martin - Von Roll, di fare questo sforzo, contribuendo eventualmente a creare il consenso politico per un simile perfezionamento, potremo offrire al Paese la speranza di vivere i prossimi 25 anni senza rifare quegli errori che abbiamo già fatto a Riazzino e in molti altri luoghi del territorio nazionale e dell'intera biosfera terrestre e in ogni caso potremo intervenire prima che sia troppo tardi. In ballo vi è uno dei due polmoni agricoli del Cantone.

3. Credo sia evidente che queste righe, per quanto mal scritte, contengono i segni di una certa maturazione politica. personalmente ho fatto di tutto affinché quell'IIR non esistesse. Non ci sono riuscito. Ora esiste. Potrei starmene per tutta la vita in un cantuccio, far finta di non vederlo e brontolare, parlar male delle autorità... Ma non avrei la coscienza pulita. Per 'maturazione politica' intendo il fatto di abbandonare 30 anni di contrasti fratricidi cantonticinesi' e portare la questione rifiuti a una sorta di 'livello 2' dove i contrasti e i conflitti di interesse passano in secondo piano e si lavora tutti insieme, cittadini compresi ovviamente, su alcuni obiettivi fondamentali. Primo fra tutti: prevenire le catastrofi ecologiche e/o sanitarie.
La ringrazio della sua preziosa attenzione e mi unisco a lei nella speranza che tutto vada bene, non vedo l'ora che passino questi 25 anni, tuttavia, come Lei, desidero uscire definitivamente dai 25 anni precedenti. Saluti cordiali.

Sidney Rotalinti

 

* l'organizzazione che ha curato l'opposizione giuridica all'IIR, i ricorsi ecc...


 
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