|
Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.
|
|  |
Cerca in InfoPINO con Google
|
|
|
Parlano di ''libertà'' ma poi sostengono le dittature (video) - di maxarifay
|
|
In quanto membro della Segreteria del Partito Comunista sono allibito e offeso
dalle affermazioni dell'editore italiano Leonardo Facco, un esponente della
destra ultra-liberista che su YouTube
aggredisce i comunisti ticinesi con epiteti del tipo: "squadristi" e "squallidi
luridi personaggi" che "grondano di sangue".
Leonardo Facco ci insulta poiché abbiamo contestato, con una segnalazione
al Ministero Pubblico della Confederazione e con un appello pubblico promosso
dal nostro movimento giovanile, la presenza in Svizzera, su invito proprio
dell'Associazione Liberisti Ticinesi, di José Pinera, ministro del governo
dittatoriale e fascista di Augusto Pinochet in Cile, uno dei regimi militari
più sanguinari e repressivi della recente storia latinoamericana.
L'estremismo di questo gruppuscolo di ultra-liberisti ha passato però il
segno: già è indecente che per esporre le proprie idee antisociali
si debba per forza sdoganare un complice di Pinochet cercando di banalizzarne
il ruolo, ma è assolutamente intollerabile che si scateni con tanto
livore una campagna anti-comunista con questi toni, maleducati, arroganti e
aggressivi tramite video on-line e messaggi e-mail.
Il Partito Comunista ticinese non ha niente di cui rimproverarsi: abbiamo infatti
semplicemente svolto il nostro ruolo di antifascisti conseguenti! Pinera ha
ricoperto un'alta funzione politica nel regime fascista cileno, ne ha condiviso
il golpe militare e i metodi violenti, ha collaborato a un quadro istituzionale
basato sui crimini contro l'umanità e oltre a ciò ha varato riforme
anti-sindacali e ha distrutto il principio di solidarietà intergenerazionale
fra i lavoratori giovani e anziani. Smascherarlo alla cittadinanza era nostro
dovere, così come lo era quello di segnalare alle autorità giudiziarie
la sua eventuale relazione con le sparizioni di esseri umani e i fenomeni di
corruzione che hanno caratterizzato il regime di cui faceva parte.
|
Pubblicato da maxarifay Giovedì, 28 maggio 2009 @ 07:35:40 EDT (111 letture)
(Leggi Tutto... | 2968 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 5)
|
|
|
Diario di un prete-spazzino - di Carlo
|
|
Pochi anni prima della contestazione giovanile, e precisamente nel 1964, un
prete trevigiano di 32 anni si ritrovò a girare per le strade della
città tedesca di Colonia indossando una divisa e lavorando come spazzino.
Aveva già nove anni di «messa» sulle spalle e conosceva
bene il mondo dell’emigrazione italiana, soprattutto in Belgio, ma volle
comunque fare quell’esperienza che gli rivelò come fosse alienante,
duro, monotono e senza alcuna prospettiva per il futuro, il lavoro dei nostri
emigranti all’estero.
Quell’esperienza è stata raccolta in un volumetto e l’autore è don
Olivo Bolzon ["Diario. Un prete della diocesi di Treviso racconta la propria
esperienza lavorativa come spazzino nella città di Colonia nel 1964",
Ogm editore 2007, pp. 80, euro 8,00, centrostudipaoli@libero.it, questionidiidentita.blogspot.com/].
Don Olivo Bolzon offre ai suoi lettori, soprattutto a quelli delle nuove generazioni,
l’immagine di una Chiesa che sa stare accanto agli ultimi. Un’esigenza,
questa, che per l’Autore è fondamentale quando, ad esempio, scrive: «Ho
il desiderio ardente che la Chiesa si accorga dei poveri e per questo vorrei
stare con essi, anche se la vita qui è dura, terribilmente dura, banale,
monotona, triste, inutile. Alle volte ho il dubbio di star facendo qualcosa
di assolutamente inutile, stupido e vorrei che qualcuno mi parlasse.
|
Pubblicato da Carlo Martedì, 24 marzo 2009 @ 15:06:50 EDT (136 letture)
(Leggi Tutto... | 3067 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)
|
|
|
Un mensile ''Confronti'' per chi non sa confrontarsi - di bdo
|
|
L'ex giornalista de La Regione, Daniele Fontana, promuove e dirige il nuovo organo d'informazione del PS ticinese.
L'hanno chiamato Confronti, che sottende l'dea e la capacità del "confrontarsi",
proprio ciò che uno come il Fontana, più avvezzo alle pratiche
tipiche di certo fascismo mediatico (alias, promuovere vergognose, infamanti, campagne
stampa da usare come manganelli contro chi non la pensa e non agisce secondo
i pregiudizi, le visioni e i (dis)valori del Fontana stesso), ha sovente dimostrato
di non saper fare. Bene dice allora il presidente del PS, Manuele Bertoli, quando afferma che l'obiettivo del mensile sarà "combattere sulla base delle idee". Non c'è da dubitare che Fontana saprà interpretare benissimo la mission: annientare le differenze o il dissenso, tutelare gli interessi dell'apparato di partito e di quello istituzionale a cui fa riferimento, imporre i propri dogmi e le proprie visioni dei problemi, fango su chi dissente o diverge.
Gli auguro ovviamente di avere successo, non fosse altro perché almeno
i guasti del suo modo d'agire (e di disinformare) restino confinati alla stretta cerchia dei quattro
gatti di partito che lo leggeranno.
Bruno D'Ottavio
|
Pubblicato da bdo Giovedì, 19 marzo 2009 @ 03:17:25 EDT (220 letture)
(Leggi Tutto... | 1301 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4.2)
|
|
|
Il Canton Ticino incontra le Reti di Montagna in Friuli - di italiadelgusto
|
|
Si terrà venerdì 20 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Budoia ,il 1° Dialogo delle Reti di Informazione sulla Montagna, promosso dalla Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto in collaborazione e sotto il Patrocinio del Comune di Budoia (che fa parte della rete Alleanza nelle Alpi).
All'incontro parteciperanno rappresentanti di enti locali e associazioni di diverse regioni italiane,al fine di costruire una Tavola di Informazione delle Reti di Montagna, chiamata 'Tavola di Budoia'.
Dal Canton Ticiono sono stati invitati Corrado Piattini,dellaL'Associazione dei Comuni della Regione Valli di Lugano ( una delle 54 Regioni di montagna riconosciute a livello della Confederazione) e Marco Marcozzi della Regione
Malcantone.
Si tratta ,infatti,di garantire ai borghi e ai territori montani una informazione e una comunicazione adeguate. Verrà creata una agenzia di informazione che raccoglierà e trasmetterà notizie riguardanti manifestazioni, eventi progetti e iniziative delle diverse località montane, italiane ed europee.
|
Pubblicato da italiadelgusto Giovedì, 19 marzo 2009 @ 03:07:48 EDT (155 letture)
(Leggi Tutto... | 1865 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
Zoo Al Maglio: il problema passa alle Camere federali - di infopino
|
|
Riceviamo e pubblichiamo:
In merito alla votazione e alla conseguente presa di posizione del Parlamento
sullo zoo di Magliaso, ATRA e CDA, promotori della campagna per la riconversione
di questa struttura, avrebbero ovviamente preferito vedere accolta la mozione
presentata il 4 giugno 2007 dal deputato Bill Arigoni. Prendiamo però atto
che la mozione è stata respinta per
ragioni giuridiche (lo stesso proponente Arigoni era cosciente che
non ci sarebbe stato spazio per un si’).
Il deputato ticinese (da anni, con noi, in prima fila nella critica a
questa struttura) ha sollevato temi, fatto proposte e posto domande che rispecchiano
completamente la nostra posizione.
Notiamo pero' molto positivamente le considerazioni contenute nel
rapporto delle Commissione della legislazione (redatto da Alex Pedrazzini)
che hanno ripreso e di fatto legittimato molte delle nostre istanze, in
particolare per quanto riguarda la tutela della dignità degli animali,
l'aspetto diseducativo e la non valenza scientifica dello zoo al Maglio: di
fatto lo zoo in questione viene giudicato legale ma inopportuno.
Il Parlamento si spinge anche oltre prendendo in considerazione (e testualmente
auspicando) la nostra proposta di riconversione dello zoo
di Magliaso: "Facciamo nostro l'auspicio secondo il quale sarebbe buona
cosa che il Governo, agendo di concerto coi proprietari della struttura, riuscisse
a medio termine a far si che l'odierno zoo fosse riconvertito gradualmente
affinché vi
vengano accolte solo razze animali alle quali si possa garantire vera dignità e
non semplice dignità di facciata. Quale primo passo - e questo è il
desiderio espresso dal mozionante - potrebbe esserci quello di giungere
ad una rinuncia progressiva delle importazioni/vendite e delle nuove nascite,
così da riconvertire serenamente la struttura in questione".
Sarebbe buona cosa se i proprietari dello zoo ne prendessero atto.
|
Pubblicato da infopino Mercoledì, 18 febbraio 2009 @ 17:07:19 EST (159 letture)
(Leggi Tutto... | 3838 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 1)
|
|
|
Non c'è più posto per gli animali? - di CiDiA
|
|
L'inverno di quest'anno, particolarmente freddo
e nevoso, mette in luce piú che
mai il problema della sopravvivenza dei nostri animali selvatici. Nelle valli
superiori del Ticino sono caduti fino a due metri di neve, obbligando cervi
e caprioli a spingersi a basse quote nella disperata ricerca del cibo. Ma queste
escursioni in pianura non sono certo esenti da pericoli. Attirati dal sale
sparso sulle strade come antigelo, molti ungulati finiscono vittime del traffico
stradale, altri vengono investiti dai treni in corsa (è da segnalare
la demolizione di un ponte sopra la linea ferroviaria a Faido, utilizzato dai
cervi nei loro spostamenti durante le ore notturne: da quando questo ponte è stato
tolto, sono decine gli animali uccisi rinvenuti lungo i binari). Altri ancora
vengono sbranati dai cani o muoiono avvelenati mangiando le foglie delle siepi
sempreverdi che per loro sono nocive. Le attività umane non servono
certo a garantire la tranquillità di cui questi animali hanno assolutamente
bisogno nel periodo invernale per risparmiare energie e sopravvivere alla scarsità di
cibo.
Non tutte queste attività sono indispensabili per noi, anzi! La
caccia detta "selettiva" praticata nel tardo autunno massacrando
animali già stremati dai rigori dell'inverno, le escursioni fuori pista
con sci e racchette da neve, ecc.... tutte cose che per noi sono semplici sfizi,
mentre per gli animali fanno la differenza tra la vita e la morte.
Cervi e
caprioli spaventati tendono a tornare in quota dove rimangono inevitabilmente
bloccati dalla neve e destinati a una lunga e atroce agonia. Ma purtroppo non è solo
l'indifferenza verso questi esseri fisicamente diversi da noi ma uguali nella
capacità di soffrire, a caratterizzare la meschinità e la cattiveria
della specie umana. Vi è pure una buona dose di egoismo e intolleranza.
|
Pubblicato da CiDiA Mercoledì, 18 febbraio 2009 @ 16:54:47 EST (156 letture)
(Leggi Tutto... | 3988 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
Collegamento A2-A13, le Varianti e il Protocollo di Kyoto - di Vadegio
|
|
Sicuramente vi chiederete cosa c’entra
il collegamento viario A2-A13 con il trattato di Kyoto, l’accordo
che – come noto – per il periodo 2008/2012 prevede l’obbligo
di operare una riduzione non inferiore al 5% delle emissioni di elementi
inquinanti, rispetto ai livelli registrati nel 1990, considerato come anno
base. La risposta la rimando in coda a questo scritto, a dimostrazione
che lo studio sul collegamento autostradale del Locarnese è anche
profondo, scientifico, realizzabile ed interessante dal profilo economico.
Questo mio ennesimo intervento sul tema si collega al recente articolo
di Edo Bobbià (vedi il CdT del 31 gennaio), da anni deputato in Gran
Consiglio e Direttore della Ssic-Ticino.
Purtroppo, come è oramai prassi consolidata, anche in questo
scritto si arriva alle solite minacce e ai ricatti, incolpando il povero popolo
ticinese di essere litigioso perché non ha accettato quanto il politico
voleva imporre, ovvero la «Variante 95». Se questa ipotesi di tracciato è stata
bocciata, e se non si è mai arrivati ad una soluzione concreta,
la colpa è tuttavia da ricercare solamente all’interno del
mondo politico nostrano. Un mondo, nel quale le problematiche stradali vengono
riprese solo a scadenze quadriennali e nell’imminenza delle
votazioni. Sostanzialmente, il 30 settembre 2007 il popolo ticinese
ha detto «no» alla distruzione del Piano di Magadino a danno dell’agricoltura,
ed altrettanto palesemente ha avallato il collegamento montano secondo
l’opzione della «Panoramica».
|
Pubblicato da Vadegio Sabato, 07 febbraio 2009 @ 17:58:37 EST (382 letture)
(Leggi Tutto... | 6111 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 4.80)
|
|
|
SISA e libera crcolazione: un sì detto fra i denti - di infopino
|
|
Riceviamo e pubblichiamo:
Quando nel 2004 si votò
per l'ultima volta sul diritto alla libera circolazione delle persone si faceva
paura alla gente con la presunta "invasione" degli
idraulici polacchi. L'invasione non c'è stata! Oggi invece dovremmo
temere l'invasione di lavoratori bulgari e rumeni e dunque rifiutare l'estensione
della libera circolazione a questi due nuovi Stati membri dell'UE facendo finta
di non sapere che un posto di lavoro su tre nel nostro Paese dipende dalle
relazioni bilaterali con l'Europa. Gli stessi livelli salariali elvetici sono
nettamente influenzati delle relazioni economiche che il nostro Paese intrattiene
con l'UE.
Per il SISA l'adesione tout court della Svizzera all'Unione Europea porrebbe
dei problemi sia dal punto di vista dei diritti politici sia dal punto di vista
delle scelte economiche e sociali. Ma proprio per evitare di correre verso
un'integrazione europea senza condizioni siamo costretti a proseguire sulla
via degli accordi bilaterali. Rifiutarli significherebbe ritornare alla trattativa
con Bruxelles con probabilmente una più debole capacità contrattuale.
Non condividiamo e non commentiamo i toni xenofobi della destra populista che
strumentalizza le difficoltà sociali ed economiche dei lavoratori
svizzeri per renderli ostili ai lavoratori stranieri favorendo in questo modo
una "guerra fra poveri". Ci limitiamo a ribattere, a chi prospetta
orde di criminali stranieri (che non sono certo peggiori dei criminali svizzeri!)
entrare nel nostro Paese, che i malviventi possono già entrare
in Svizzera con un normale visto turistico e che ciò non ha niente
a che vedere con la votazione dell'8 febbraio!
|
Pubblicato da infopino Martedì, 03 febbraio 2009 @ 01:07:17 EST (155 letture)
(Leggi Tutto... | 4741 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
Barack Obama presidente degli Stati Uniti d'America - di infopino
|
|
Barack Obama è diventato oggi il 44° presidente degli Stati Uniti d'America,
il primo afro-americano della storia. Quello di seguito è il
discorso pronunciato a Washington dopo il giuramento.
"Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta,
grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti
dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra
nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante
questa transizione.
Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste
parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme
acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo
di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l'America è andata
avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro
che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi,
il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre
carte fondamentali.
Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione
di americani.
E' ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in
guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra
economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di
alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte
difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha
perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite.
Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono
troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui
usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro
pianeta.
|
Pubblicato da infopino Martedì, 20 gennaio 2009 @ 15:42:31 EST (177 letture)
(Leggi Tutto... | 16347 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 0)
|
|
|
SISA: i liceali ticinesi non sono i peggiori - di infopino
|
|
Riceviamo e pubblichiamo:
Il Liceo di Bellinzona si posiziona al penultimo rango in una classifica che
ha coinvolto vari licei elvetici. Le altre sedi ticinesi non stanno meglio. L'immagine
della scuola ticinese ne risente notevolmente e, nonostante possa stupire qualcuno,
di certo non è un motivo di felicità per il Sindacato
Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA). Il SISA è dalla
sua fondazione nel 2003 che indica le lacune della scuola pubblica ticinese soprattutto
riferita alla miope politica scolastica del DECS e alla riduzione di risorse.
Questi sono i problemi veri (che vanno risolti con la mobilitazione sindacale
e pedagogica di studenti e insegnanti), non quelli inventati dal Politecnico
di Zurigo che da qualche anno ha scatenato una guerra contro i licei, colpevoli
- secondo lorsignori - di non conformizzare sufficientemente i giovani ai bisogni
delle aziende. I "pedagogisti" del
Politecnico che ricevono ordini dal padronato e dalle multinazionali sentenziano,
infatti, con un test preparato ad hoc che:
1) gli studenti ticinesi sono carenti nel lavoro individuale. Morale? Bacchettare
i docenti che favoriscono la cooperazione e l'apprendimento collaborativo per
mettere gli studenti in un clima di malsana concorrenza individualista come se
le scuole fossero aziende e i docenti dei manager
2) la scuola ticinese è troppo sociale mentre deve assoggettarsi
alla scuola svizzero-tedesca che seleziona maggiormente e che favorisce gli studenti "migliori" e
lascia a se stessi chi fa più fatica. In tale ragionamento solo l'élite
della società deve poter continuare gli studi e il resto deve restare
ai piedi della scala sociale.
|
Pubblicato da infopino Domenica, 18 gennaio 2009 @ 23:34:24 EST (208 letture)
(Leggi Tutto... | 3104 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 3)
|
|
Le News di Google su InfoPINO
Loading...
|
|
|  |
|